Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 46327 del 10/11/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 46327 Anno 2015
Presidente: FIANDANESE FRANCO
Relatore: CARRELLI PALOMBI DI MONTRONE ROBERTO MARIA

SENTENZA
Sul ricorso proposto da Scarani Giorgio nato a Genova il 7/7/1988
avverso l’ordinanza del Tribunale di Genova, sezione del riesame in data
24/7/2015;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Roberto Maria Carrelli Palombi di
Montrone;
udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale,
dott. Luigi Birritteri, che ha concluso chiedendo che il ricorso venga
dichiarato inammissibile;
udito per l’indagato l’avv. Andrea Gotelli che si e’ riportato ai motivi di ricorso
chiedendone l’accoglimento.

RITENUTO IN FATTO
1. Con ordinanza del 2/7/2015 il Giudice per le indagini preliminari del
Tribunale di Genova rigettava la richiesta di sostituzione della misura della
custodia in carcere applicata nei confronti di Scarani Giorgio in ordine ai reati
di cui all’art. 628 commi 1 e 3 nn. 1, 3 bis e 3 quinquies cod. pen. con quella
degli arresti domiciliari.
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Data Udienza: 10/11/2015

1.1. Avverso tale provvedimento proponeva appello l’indagato, eccependo
l’attenuazione del quadro cautelare che giustificava l’applicazione di una
misura meno afflittiva.
1.2. Il Tribunale di Genova, sezione del riesame, con ordinanza del
24/7/2015, respingeva l’istanza proposta, confermando l’ordinanza
impugnata.
2. Ricorre per Cassazione l’indagato, sollevando i seguenti motivi di

2.1. nullità dell’ordinanza per illogicità e manifesta contraddittorietà della
motivazione ex art. 606 comma 1 lett. e) cod. proc. pen.
2.2. nullità dell’ordinanza per inosservanza od erronea applicazione della
legge penale, ai sensi dell’art. 606 comma 1 lett. b) cod. proc. pen., in
relazione agli art. 274 e 275 cod. proc. pen. come modificati dalla legge n.
47 del 2015.

CONSIDERATO IN DIRITTO

3. Il ricorso è inammissibile per violazione dell’art. 606 comma 1 cod. proc.
pen., in quanto con esso vengono proposte censure attinenti al merito della
decisione impugnata, congruamente giustificata. A questo riguardo più
volte questa Corte ha ribadito che, nel momento del controllo della
motivazione, non si deve stabilire se la decisione di merito proponga la
migliore ricostruzione dei fatti, né si deve condividerne la giustificazione,
dovendosi, invece, limitarsi a verificare se questa giustificazione sia
compatibile con il senso comune e con i limiti di una plausibile opinabilità di
apprezzamento: ciò in quanto l’art. 606, comma primo, lett. e) del cod.
proc. pen. non consente alla Corte una diversa lettura dei dati processuali o
una diversa interpretazione delle prove, perché è estraneo al giudizio di
legittimità il controllo sulla correttezza della motivazione in rapporto ai dati
processuali (Sez. U n. 12 del 31/5/2000, Rv. 216260; Sez. U. n. 47289 del
24.9.2003, Rv. 226074). Per contro, la motivazione del provvedimento
impugnato è esaustiva, immune da palesi vizi di logica, coerente con i
principi di diritto enunciati da questa Corte e, pertanto, supera il vaglio di
legittimità. Il Tribunale di Genova, ritenendo che non si prospettano dei
mutamenti di fatto che possano indurre a ritenere affievolite le esigenze
cautelari, ha confermato il giudizio prognostico emesso dal primo giudice
fondato sulle gravi modalità della condotta posta in essere e sulla

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gravame:

personalità dell’indagato. A tal fine, con motivazione in fatto congrua e
priva di contraddizioni logiche, ha considerato l’allarmante pericolosità
sociale dimostrata dallo Scarani, plurirecidivo specifico per una serie di
reati della stessa specie di quello per il quale era stata applicata la misura,
attraverso la commissione, in concorso con altre tre persone, di una rapina
perpetrata, finendosi finti idraulici e così introducendosi nell’abitazione di
una donna anziana, che era stata poi narcotizzata. Il Tribunale ha inoltre

per l’applicazione della misura degli arresti domiciliari, cioè locali di
pertinenza della parrocchia di Nervi ove l’imputato sarebbe ospitato
insieme ad altro soggetti ed ha, ragionevolmente, considerato tale misura
incompatibile con la necessita di assicurare adeguate forme di controllo
dello stesso, rivelatesi assolutamente necessarie stante la sua incapacità di
autocontrollo.
Le ora riportate valutazioni contenute nel provvedimento impugnato
non sono censurabili in questa sede neppure sulla base della nuova
formulazione degli artt. 274 e 275 cod. proc. pen. quale introdotta dalla
legge n. 47 del 2015, in quanto nel caso di specie le situazioni di concreto
pericolo di reiterazione di condotte criminose non sono state desunte
esclusivamente dalla gravita del fatto per si e’ proceduto, essendosi tenuto
conto anche della personalità dell’imputato che ha dimostrato di non avere
un’autonoma capacita’ di autocontrollo; tale valutazione rende chiaramente
inidonea anche la misura degli arresti domiciliari con le procedure di
controllo di cui all’art. 275 bis comma 1 cod. proc. pen.
4. Ai sensi dell’articolo 616 cod. proc. pen., con il provvedimento che
dichiara inammissibile il ricorso, la parte privata che lo ha proposto deve
essere condannata al pagamento delle spese del procedimento e della
somma di €1.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
4.1. Inoltre, poiché dalla presente decisione non consegue la rimessione in
libertà del ricorrente, deve disporsi – ai sensi dell’articolo 94, comma 1 ter,
delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale – che copia
della stessa sia trasmessa al direttore dell’istituto penitenziario in cui gli si
indagato trovano ristretti perché provveda a quanto stabilito dal comma 1
bis del citato articolo 94.

P.Q.M.
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specificamente evidenziato l’inadeguatezza del luogo indicato dal ricorrente

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di C 1.000 alla Cassa delle Ammende.
Si provveda a norma dell’articolo 94, comma 1 ter, delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale.

Il Consigli
Dott. Rob

stensore

Il Presidente
relli Palombi di Montrone Dott. Franco Fiandanese

Così deliberato in camera di consiglio, il 10 novembre 2015

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