Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 46226 del 22/10/2015

Penale Ord. Sez. 7 Num. 46226 Anno 2015
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
A.A.
avverso la sentenza n. 3653/2013 CORTE APPELLO di MILANO, del
22/09/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 22/10/2015

A.A. ricorre avverso la sentenza 22.9.14 della Corte di appello di Milano che ha confermato
quella in data 13.11.12 del Tribunale di Pavia con la quale è stato condannato, per i reati di violenza
privata e lesioni personali aggravate, unificati ex art.81 cpv. c.p., concesse attenuanti generiche
prevalenti, alla pena — condizionalmente sospesa — di mesi quattro di reclusione.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, con il primo motivo

quanto al reato di cui all’art.610 c.p., che la p.o. B.B., possedendo due cellulari, era stata
in grado di avvisare i carabinieri e quindi concretamente non impedita nella propria azione e
determinazione.
Con il secondo motivo si deduce violazione dell’art.606, comma 1, lette) c.p.p., con riferimento al
reato di lesioni, dal momento che il carabiniere Gagliano, intervenuto nell’immediatezza, aveva
affermato di non aver visto ‘niente di particolare, perché la signora parlava di minacce…’, mentre il
referto medico era del giorno seguente quello dei fatti di causa, circostanza non considerata dai
giudici territoriali.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia perché involgente
considerazioni di merito, come tale precluse al giudice di legittimità, sia perché manifestamente
infondato, avendo i giudici territoriali, con motivazione congrua ed immune da profili di illogicità o
contraddittorietà, evidenziato come la responsabilità dell’imputato riposi anzitutto sulle
dichiarazioni della p.o. B.B. — la cui attendibilità è adeguatamente argomentata -,
corroborate dalle risultanze di cui alla certificazione medica attestante, nella quasi immediatezza del
fatto, lesioni del tutto compatibili con la riferita aggressione, posta in essere — hanno precisato i
giudici di appello — dopo che la donna, respinte le ennesime profferte amorose dell’imputato ed
afferrato il cellulare per far intervenire i carabinieri, era stata morsa ad una mano e sbattuta contro
una finestra dall’imputato che nell’occasione si era anche impossessato del cellulare della p.o.
proprio per impedirle di far intervenire le Forze dell’ordine.

violazione dell’art.606, comma 1, lett. b) c.p.p., per non avere i giudici di merito considerato,

Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.

P.Q.M.

della somma di € 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 22 ottobre 2015
IL CONSIGLIERE e ensore

IL PRESI NTE

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e

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