Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 46063 del 22/10/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 1 Num. 46063 Anno 2015
Presidente: LA POSTA LUCIA
Relatore: ROCCHI GIACOMO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
D’ANGELO ANTONIO N. IL 06/11/1979
avverso l’ordinanza n. 760/2014 GIP TRIBUNALE di NAPOLI, del
23/10/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIACOMO ROCCHI;
lette/s9dte le conclusioni del PG Dott. 5-`
\L
Vq)- C-)”M

Pk—;

Uditi dife or Avv.;

Cfrt

Data Udienza: 22/10/2015

RITENUTO IN FATTO

1. Con l’ordinanza indicata in epigrafe, il G.I.P. del Tribunale di Napoli, in
funzione di giudice dell’esecuzione, rigettava la richiesta di Antonio D’Angelo di
riconoscimento della continuazione tra i delitti giudicati in tre diverse sentenze di
condanna del Tribunale di Napoli e di quello di Rimini.
Secondo il Giudice, non sussistevano i presupposti per il riconoscimento di
un unico disegno criminoso tra i reati, che non poteva essere desunto dalla loro

permetteva di affermare che, in occasione della consumazione del primo,
D’Angelo avesse già programmato gli altri; al contrario, non vi erano nessi di
collegamento storico tra gli episodi, atteso che i delitti successivi nascevano e
trovavano motivazione nella occasionale e temporanea necessità di reperire
denaro o beni per procurarsi sostanza stupefacente.

2. Ricorre per cassazione il difensore di Antonio D’Angelo, deducendo vizio
della motivazione.
Il Giudice non aveva tenuto conto dei plurimi indici rivelatori del medesimo
disegno criminoso: lo stato di tossicodipendenza del soggetto, che creava il
nesso teleologico che legava la pluralità di condotte illecite; la medesima
tipologia dei reati e l’omogeneità delle violazioni.
Il ricorrente sottolinea che, per poter configurare l’esistenza del disegno
criminoso, non è necessario che ogni reato sia programmato ed ideato nelle sue
precise e specifiche modalità di attuazione, essendo sufficiente un programma
concepito nelle linee generali ed essenziali.
Il ricorrente conclude per l’annullamento dell’ordinanza impugnata.

3. Il Procuratore generale, nella requisitoria scritta, conclude per il rigetto
del ricorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso deve essere rigettato.

Si deve osservare che il Giudice ha tenuto conto dello stato di
tossicodipendenza del soggetto all’epoca della consumazione dei reati,
addirittura considerandolo un presupposto ed osservando che i furti posti in
essere trovavano motivazione nella necessità di reperire beni o denaro per
procurarsi sostanza stupefacente.

appartenenza ad omologa categoria penale; né la vicinanza temporale tra i delitti

Tuttavia, il Tribunale ha applicato la giurisprudenza di questa Corte in
materia di reato continuato, secondo cui l’identità del disegno criminoso deve
essere negata qualora, malgrado la contiguità spazio temporale ed il nesso
funzionale tra le diverse fattispecie incriminatrici, la successione degli episodi sia
tale da escludere la preventiva programmazione dei reati ed emerga, invece,
l’occasionalità di quelli compiuti successivamente rispetto a quello
cronologicamente anteriori (da ultimo Sez. 6, n. 44214 del 24/10/2012 – dep.
14/11/2012, Natali e altro, Rv. 254793).

deve prendere in considerazione – non muta la sostanza dell’istituto: in effetti, a
seguito della modifica dell’art. 671, comma 1, cod. proc. pen. ad opera della L.
n. 49 del 2006, nel deliberare in ordine al riconoscimento della continuazione il
giudice deve verificare che i reati siano frutto della medesima, preventiva
risoluzione criminosa, tenendo conto se l’imputato, in concomitanza della relativa
commissione, era tossicodipendente, se il suddetto stato abbia influito sulla
commissione delle condotte criminose alla luce di specifici indicatori quali: la
distanza cronologica tra i fatti criminosi, le modalità della condotta, la
sistematicità ed abitudini programmate di vita, la tipologia dei reati, il bene
protetto, l’omogeneità delle violazioni, le causali, lo stato di tempo e di luogo, la
consumazione di più reati in relazione allo stato di tossicodipendenza (Sez. 2, n.
49844 del 03/10/2012 – dep. 21/12/2012, Gallo, Rv. 253846).

In altre parole, si deve escludere che la modifica normativa abbia creato una
nuova “categoria” di continuazione, che prescinda dai requisiti richiesti dall’art.
81 cpv. cod. pen. e in base alla quale il vincolo sussisterebbe tra tutti i reati
commessi da tossicodipendenti; al contrario, la consumazione di più reati in
relazione allo stato di tossicodipendenza è solo uno degli elementi che incidono
sull’applicazione della disciplina del reato continuato, come l’art. 671 cod. proc.
pen. indica esplicitamente: quindi lo stato di tossicodipendenza deve essere
valutato come elemento idoneo a giustificare la unicità del disegno criminoso con
riguardo a reati che siano ad esso collegati e dipendenti, sempre che sussistano
le altre condizioni individuate dalla giurisprudenza per la configurabilità
dell’istituto previsto dall’art. 81, comma 2, cod. pen. (Sez. 1, n. 50716 del
07/10/2014 – dep. 03/12/2014, Iannella, Rv. 261490).

Il Giudice del merito ha motivatamente escluso il vincolo, alla luce della
natura dei reati commessi, riconoscendone la occasionalità: il ricorrente, più che
contestare tale valutazione, propugna, appunto, una nozione diversa dell’istituto,

3

Lo stato di tossicodipendenza – che, per dettato del legislatore, il giudice

sostenendo – in sostanza – che il tossicodipendente ha già deciso fin dall’inizio di
porre in essere una serie di reati della stessa specie e, quindi, li ha già
programmati; nozione che, come si è detto, non corrisponde a quella voluta dal
legislatore e – si deve aggiungere – integra una generalizzazione arbitraria del
comportamento dei soggetti assuntori di sostanze stupefacenti.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese

Così deciso il 22 ottobre 2015

Il Consigliere estensore

Il Presidente

processuali.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA