Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 45957 del 22/05/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 45957 Anno 2015
Presidente: FIALE ALDO
Relatore: SAVINO MARIAPIA GAETANA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CAPUT° SALVATORE N. IL 02/01/1972
avverso la sentenza n. 1936/2009 CORTE APPELLO di TORINO, del
10/07/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. MARIAPIA GAETANA
SAVINO;

Data Udienza: 22/05/2015

Fatto e diritto
Caputo Salvatore, a mezzo del difensore, ha proposto ricorso per Cassazione avverso la sentenza
della Corte di Appello di Torino emessa in data 10.7.2014 che, in parziale riforma della sentenza
del GUP del tribunale di Torino di condanna del predetto

~e e eli-ritte

per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e di porto di armi (con la stessa sentenza l’imputato è
stato assolto dal reato di detenzione illecita di stupefacente pure contestatogli), ha dichiarato non

pena per la residua imputazione di resistenza a PU.
Deduceva la difesa, a sostegno del ricorso, vizio di motivazione con riguardo alla prova della
resistenza al p.0 posto che la condotta dell’imputato, consistita nel divincolarsi e nel darsi alla fuga,
non integra forme di aggressione nei confronti degli agenti operanti.
Il ricorso è manifestamente infondato ed inammissibile perché tende ad introdurre, sotto forma di
vizio di motivazione, censure di merito volte a sollecitare un diversa valutazione delle risultanze
processuali non consentita in sede di legittimità, in presenza di una sentenza che fornisca una
congrua motivazione,, esente da vizi logici e giuridici (Cass. S.U.n.12 del 31.5.00, S.U. n.47289
del 24.9.03, sez III n.40542 del 12.10.07, sez IV n.4842 del 2.12.03).
Come correttameke argomentato nella sentenza impugnata, attraverso il richiamo per relationem
alla sentenza di primo grado quanto alla descrizione della condotta fisica tenuta dall’imputato
all’arrivo degli agenti, questa non è consistita in una mera resistenza passiva, inidonea ad integrare
il reato di cui all’arrt. 337 c.p., ma si è trattato di condotta commissiva attuata nelle modalità del
divincolamento dalla presa degli agenti per darsi alla fuga, effettuato con violenza tale costituire un
oggettivo ostacolo all’attività di servizio dei pubblici ufficiali, elemento, questo, richiesto per la
configurabilità del reato contestato.
Il ricorso è dunque inammissibile
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue per legge la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro 1.000 favore della cassa
delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara il ricorso inammissibile. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro 1.000 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso il 22.5.2015

doversi procedere per il reato di porto di armi perché estinto per prescrizione, rideterminando la

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