Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 45782 del 09/11/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 45782 Anno 2015
Presidente: LOMBARDI ALFREDO MARIA
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MENDOZA CALDERON JOSE’ ANTONIO N. IL 17/03/1973
avverso la sentenza n. 4696/2013 CORTE APPELLO di GENOVA, del
13/02/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 09/11/2015

Mendoza Calderon Josè Antonio ricorre avverso la sentenza 13.2.14 della Corte di appello di
Genova che ha confermato quella in data 6.12.12 del Tribunale di La Spezia con la quale è stato
condannato, per il reato di cui agli artt.477-482 c.p., alla pena di mesi quattro di reclusione.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, con il primo motivo,
violazione dell’art.606, comma 1, lett.b) ed e) c.p.p., per non avere i giudici di secondo grado

la prova del concorso del Mendoza nella falsificazione del documento rinvenuto in suo possesso e
sulla base del quale era avvenuta la sua identificazione da parte degli operanti.
Con il secondo motivo si deduce violazione dell’art.606, comma 1, lett.b) c.p.p. per avere i giudici
negato le attenuanti generiche sulla base del solo precedente penale dell’imputato, risalente nel
tempo.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, perché manifestamente
infondato, avendo i giudici territoriali, con motivazione congrua ed immune da profili di illogicità o
contraddittorietà, evidenziato come la responsabilità del Mendoza per il reato di falso in patente di
guida ascrittogli derivi dall’essere la patente stessa formata su un modulo provento di furto, sul
quale era stata apposta la fotografia del Mendoza (ricercato in quanto raggiunto da provvedimento
di cattura) con le false generalità di Garcia Castillo Edi Rafael, per cui o lo stesso imputato aveva
realizzato il falso documento ovvero la patente era stata formata su suo incarico, con conseguente
configurabilità del reato di cui agli artt.477-482 c.p. e non di quello di semplice uso di atto falso
(art.489 c.p.).
Legittimamente all’odierno ricorrente non sono state riconosciute le invocate attenuanti generiche,
avendo i giudici fatto corretta applicazione dei criteri di cui all’art.133 c.p., in ragione del grave
precedente penale a carico dell’imputato, e senza che la difesa abbia peraltro prospettato al
riguardo, in questa sede, concreti elementi di segno positivo non considerati dai giudici di merito.

ritenuto configurabile la meno grave ipotesi di cui all’art.489 c.p. dal momento che non vi era in atti

Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e

Roma, 9 novembre 2015
IL C017
3ze

IL PRESIDITE

16°

della somma di € 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

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