Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 44845 del 23/10/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 4 Num. 44845 Anno 2015
Presidente: ROMIS VINCENZO
Relatore: PICCIALLI PATRIZIA

SENZA OP-190\11b\J2-1/4—

sul ricorso proposto da:
LO GIUDICE SEBASTIANO N. IL 24/01/1977
avverso il decreto n. 250/2015 TRIB. SORVEGLIANZA di PERUGIA,
del 19/03/2015
sentita lajelazione fatta dal Consigliere Dott. PATRIZIA PICCIALLI;
lefte/septite le conclusioni del PG Dott:T tt e,) L9

j
(,-“\-7 0.

/

Uditi difensor Avv./

~7,) i%

Data Udienza: 23/10/2015

Fatto e diritto

LO GIUDICE Sebastiano ricorre personalmente avverso l’ordinanza di cui in epigrafe
che ha rigettato la domanda di ammissione del medesimo al patrocinio a spese dello
Stato, rilevando che l’istante aveva riportato una condanna per il reato di associazione
a delinquere di stampo mafioso ed altri, con la conseguente presunzione di

Deduce l’erroneità della decisione, che avrebbe omesso la lettura della documentazione
allegata idonea a vincere l’affermata presunzione.

Ciò premesso, ritiene la Corte che il ricorso debba essere convertito in ricorso-reclamo
ex articolo 99 del dpr n. 115 del 2002.

Trova applicazione, infatti,

il condivisibile principio

secondo cui

avverso il

provvedimento di revoca del decreto di ammissione al patrocinio a spese dello Stato
adottato d’ufficio non è ammesso ricorso per cassazione, mezzo di impugnazione
riservato alla ipotesi di revoca sollecitata dall’ufficio finanziario competente, bensì solo
ricorso al presidente dell’ufficio giudiziario cui appartiene il giudice che ha disposto la
revoca.

Tale orientamento, in vero, poggia sull’esatto rilievo che anche dopo le modifiche
apportate agli articoli 112 e 113 del dpr n. 115 del 2002 dal d. I. n. 115 del 2005
(convertito nella I. n. 168 del 2005), che ha configurato il potere del giudice di revocare
anche d’ufficio il decreto di ammissione al gratuito patrocinio per motivi non formali, sia
ammissibile il ricorso per cassazione esclusivamente avverso il provvedimento di revoca
adottato su richiesta dell’ufficio finanziario competente. A tale conclusione, si è
prevenuti sulla base della considerazione, senz’altro esatta, che anche il novellato testo
dell’articolo 113 succitato – che disciplina lo specifico mezzo di impugnazione – continua
a fare riferimento, come nella previgente formulazione, al provvedimento decisorio
adottato «sulla richiesta di revoca», alludendo evidentemente all’iniziativa dell’ufficio
finanziario prevista alla lettera d) dell’articolo 112 del dpr n. 115 del 2002.

Pertanto, nel caso la revoca sia disposta d’ufficio, l’interessato può proporre
impugnazione esclusivamente nelle forme previste dall’articolo 99 del dpr n. 115 del
2002 e cioè mediante ricorso al presidente dell’ufficio giudiziario cui appartiene il
giudice che ha adottato il relativo provvedimento [cfr. di recente, Sezione IV, 14 luglio

2

superamento dei redditi ai limiti previsti per l’ammissione.

2008, Fabbozzo, rv. 240883; nonché, Sezione IV 6 novembre 2007., Captano, rv.
238362].
P.Q.M.
Qualificato il ricorso come impugnazione ex art. 99 d.P.R. n.115/2002, dispone la
trasmissione degli atti al Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia per
l’ulteriore corso.
Così deciso in data 23 ottobre 2015

Il

Pre idente

Il Consigliere estensore

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA