Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 44533 del 14/10/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 44533 Anno 2015
Presidente: GENTILE MARIO
Relatore: VERGA GIOVANNA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
BEN LELLY ABDENBY N. IL 15/05/1977
avverso l’ordinanza n. 336/2015 TRIBUNALE di MILANO, del
12/03/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIOVANNA VERGA;
lette/s~ le conclusioni del PG Dott.
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Uditi difensor Avv.;

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Data Udienza: 14/10/2015

,

RITENUTO IN FATTO
Con ordinanza in data 12 marzo 2015 il Tribunale di Milano respingeva la richiesta di
restituzione in termini avanzata da BEN LELLY ABDENBY, ai sensi del secondo comma
dell’articolo 175 codice di procedura penale, per proporre appello avverso la sentenza del
Tribunale di Milano del 23 ottobre 2014 irrevocabile 1’8 dicembre 2014 che lo aveva
condannato per i reati di rapina aggravata ed armi. Il Tribunale rilevava l’assoluta infondatezza
della richiesta perché l’imputato, dichiarato contumace dal GIP, era stato condannato dal

introdotta dal decreto legge numero 92/2014, declaratoria di assenza rispetto alla quale il
difensore di fiducia non risulta avere sollevato eccezioni o rilievi neppure in sede di incidente di
esecuzione.
Ricorre per cassazione BEN LELLY ABDENBY adducendo un unico motivo con il quale denuncia
violazione di legge e vizio della motivazione lamentando la nullità dell’impugnata ordinanza che
avrebbe omesso di applicare il disposto dell’art. 175 co 2 c.p.p. sul presupposto dell’entrata in
vigore della legge numero 67 del 2014. In particolare reiterando analogo motivo già sottoposto
in sede di merito e richiamando pronuncia di questa corte della 27 maggio 2014 numero 23882
assume che essendo stato dichiarato contumace dal Gip di Milano in sede di udienza
preliminare come tale doveva essere trattato anche nel corso del dibattimento dove invece fu
dichiarato libero assente. Sostiene che la nuova normativa non poteva trovare applicazione
nelle more di un procedimento già iniziato ma doveva applicarsi la vecchia normativa secondo
quanto indicato da questa corte con la sentenza numero 23882 del 2014.
Il ricorso è manifestamente infondato considerato che il dibattimento a carico dell’odierno
ricorrente si è celebrato in assenza dell’imputato applicando la disciplina contenuta della
novella numero 67 del 2014 . Del tutto ininfluente è il richiamo alla sentenza numero 23882
del 2014 che ha riguardato il caso del tutto diverso di processo celebratosi in contumacia.
Le argomentazioni del tribunale sono corrette perchè il dibattimento è stato celebrato dopo
l’entrata in vigore della novella numero 67 del 2014 ed applicando dunque tale disciplina,
senza che su tale applicazione potesse incidere la dichiarazione di contumacia adottata nel
corso dell’udienza preliminare, sulla base di diverse disciplina.
Il ricorso manifestamente infondato in diritto è anche del tutto generico perché si limita a
reiterare le stesse doglianze senza considerare le argomentazioni del Tribunale.
Il ricorso è pertanto inammissibile e il ricorrente deve essere condannato al pagamento delle
spese processuali e della somma di € 1000,00 da versare alla Cassa delle Ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
1

Tribunale con sentenza in data 23 ottobre 2014 come assente in base alla nuova normativa

della somma di euro 1000,00 alla Cassa delle Ammende.
Così deliberato in Roma il 14.10.2015

Giovanna VERGA

Il Presidente
M rio GENTILE
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Il Consigliere estensore

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