Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 44076 del 15/10/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 44076 Anno 2015
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: PETRUZZELLIS ANNA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
ANSALONI ALBERTO N. IL 25/03/1963
avverso la sentenza n. 11578/2009 CORTE APPELLO di BOLOGNA,
del 24/06/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANNA
PETRUZZELLIS;

Data Udienza: 15/10/2015

Così deciso in Roma, all’udienza del 15 ottobre 2015
Il Pres ente

(

Ansaloni Alberto propone ricorso avverso la sentenza del 24/06/2014 con la quale la Corte
d’appello di Bologna ha confermato l’affermazione di responsabilità per il reato di cui agli artt. 186
cds e 337 cod. pen.
Nel ricorso si lamenta erronea applicazione delle legge penale e vizio di motivazione sulla
responsabilità e l’entità della pena.
Il ricorso risulta inammissibile per genericità e manifesta infondatezza, all’atto in cui, senza in alcun
modo rapportarsi alla sentenza impugnata ed alle sue argomentazioni, prospetta una propria
ricostruzione dei fatti, sollecitando la diversa determinazione assolutoria, con deduzioni estranee al
nucleo valutativo del giudizio di legittimità circoscritto all’analisi della sentenza oggetto di
impugnazione.
In particolare in relazione al reato speciale si limita a reiterare osservazioni puntualmente smentite
nella sentenza riguardanti la condotta di effettiva sottrazione al controllo tenuta dall’interessato,
oltre che l’estensione della condotta minacciosa ed oppositiva del ricorrente nei confronti degli
agenti nel corso della compilazione del verbale, al fine di ostacolarne l’attività, valutazioni tratte
dalle prove dedotte, le cui risultanze non sono contestate in ricorso.
Manifestamente inammissibili sono i rilievi sulla concedibilità delle attenuanti generiche, posto che
le contestazioni non si confrontano con le ampie argomentazioni che hanno sorretto la decisione del
giudicante, sollecitando in questa fase una non consentita rivalutazione del merito.
P. Q. M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di € 1.000 (mille) in favore delle Cassa delle ammende.

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