Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 42857 del 03/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 42857 Anno 2015
Presidente: FIALE ALDO
Relatore: GRILLO RENATO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
VALENTE ALFONSO N. IL 01/12/1983
avverso la sentenza n. 15604/2011 TRIBUNALE di NAPOLI, del
15/04/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. RENATO GRILLO;

Data Udienza: 03/10/2014

Ritenuto:
-che con la sentenza in epigrafe segnata il Tribunale di Napoli ha
dichiarato Alfonso Valente responsabile del reato di cui agli artt. 19, co. 3,
e 30 L. 394/91, per avere navigato con la propria imbarcazione da diporto
all’interno dell’area marina protetta, denominata “Parco Sommerso”,
regolarmente delimitata dai segnali marittimi; ha condannato il
prevenuto alla pena di euro 150,00 di ammenda, con concessione dei
doppi benefici di legge;
-che l’imputato, personalmente, ha proposto ricorso per cassazione,
eccependo violazione degli artt. 42 co. 2 cod.pen., 19 co. 3 L. 394/91; vizio
di motivazione e travisamento della prova; nonché erronea applicazione
della L. 394/91;
-che il vaglio di legittimità, a cui è stata sottoposta l’impugnata pronuncia,
consente di rilevare la logicità e la correttezza della argomentazione
motivazionale, adottata dal decidente, in ordine alla ritenuta
concretizzazione del reato rubricato e alla ascrivibilità di esso in capo al
prevenuto;
-che i motivi di annullamento, formulati dal Valente, non possono trovare
ingresso perché sorretti da deduzioni del tutto fattuali, tendenti ad una
rivisitazione degli elementi costituenti la piattaforma probatoria, sui quali
al giudice di legittimità è precluso procedere a nuovo esame estimativo;
-che, peraltro, il giudice di merito è pervenuto nella convinzione della
integrazione del reato contestato e della responsabilità del prevenuto a
seguito di una puntuale ed esaustiva disamina delle emergenze
istruttorie: il Valente è stato trovato sul suo natante, ancorato all’interno
dell’area marina protetta, adeguatamente segnalata da mare e da terra
con delle boe dotate di segnalatore ottico di colore giallo;

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nelle acque della “Gaiola”, in territorio del Comune di Napoli,

-che al fine della configurabilità della violazione del divieto di
introduzione di natanti a motore, è sufficiente la constatata presenza del
privato, senza prescritta autorizzazione, all’interno dell’area; quanto
all’elemento psicologico, trattandosi di ipotesi contravvenzionale, è
sufficiente che, a norma dell’art. 42 co. 4 cod.pen., l’azione, sia essa
commissiva od omissiva, si configuri come colposa. Di conseguenza
infrazione possa essere mosso, quanto meno, un rimprovero per
negligenza, imprudenza, dunque, per leggerezza; leggerezza, nella specie,
riscontrabile nella condotta posta in essere dall’imputato.
-che il ricorso va dichiarato inammissibile con le conseguenze di legge;
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle
Ammende della somma di euro 1.000,00.
Così deciso in Roma il 3/10/2014.

l’elemento soggettivo è integrato anche laddove all’autore della

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