Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 42855 del 03/10/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 42855 Anno 2015
Presidente: FIALE ALDO
Relatore: GRILLO RENATO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
ROMEI ALFONSO N. IL 23/03/1959
avverso l’ordinanza n. 3018/2013 CORTE APPELLO di BRESCIA, del
09/01/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. RENATO GRILLO;

Data Udienza: 03/10/2014

Ritenuto:
– che, con sentenza del 7/5/2012, il Tribunale di Bergamo dichiarava
Alfonso Romei responsabile del reato di omessa presentazione della
denuncia dei redditi, relativa all’anno 2005, e lo condannava alla pena
ritenuta di giustizia;

interposto nell’interesse del prevenuto, con ordinanza del 9/1/2014, ha
dichiarato inammissibile il gravame ex artt. 581 co. 1 lett. c) e 591 co. 1
lett. c) cod.proc.pen.;
-che la difesa del Romei ha proposto ricorso per cassazione, eccependo
violazione del combinato disposto degli artt. 581 co. 1 lett.c) e 591 co. 1
lett. c) cod.proc.pen., nonché del combinato disposto degli artt. 157 e 160
cod.pen., dell’art. 129 cod.proc.pen. e dell’art. 111 Costituzione;
-che il vaglio di legittimità, a cui è stata sottoposta l’impugnata ordinanza,
consente di rilevare la logicità e la correttezza della argomentazione
motivazionale, adottata dal decidente, in ordine alla assoluta mancanza
dei requisiti minimi di ammissibilità dell’appello, privo della indicazione di
censure dotate di specificità, idonee a consentire al giudice del gravame
di cogliere l’eventuale errore in cui sarebbe caduto il Tribunale nel
denegare le circostanze attenuanti generiche, invocate nell’interesse del
prevenuto;
-che il delitto rubricato si è prescritto successivamente alla decisione resa
dalla Corte distrettuale ( data consumazione del reato 31/10/06, + anni 7
e mesi 6 = 30/4/14 ), ma la inammissibilità del ricorso, determinata dalla
manifesta infondatezza dei motivi non consente la instaurazione di un
compiuto rapporto di impugnazione e preclude di rilevare e dichiarare la
sussistenza di cause di non punibilità, ex art. 129 cod.proc.pen. ( Cass.
S.U. 22/11/2000, De Luca );
-che il ricorso va dichiarato inammissibile con le conseguenze di legge

-che la Corte di Appello di Brescia, chiamata a pronunciarsi sull’appello

P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle
Ammende della somma di euro 1.000,00.

Così deciso in Roma il 3/10/2014.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA