Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 42436 del 07/05/2015


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 42436 Anno 2015
Presidente: FIALE ALDO
Relatore: ACETO ALDO

SENTENZA

sul ricorso proposto dal
Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di appello di Venezia
nel processo a carico di:
Favaro Maria, nata a Arcade (TV) il 09/07/1946,

avverso la sentenza del 03/11/2014 della Corte di appello di Venezia;

visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Aldo Aceto;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale
Pasquale Fimiani, che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso quanto ai ratei
di febbraio e marzo 2007 e annullamento con rinvio quanto al resto.

RITENUTO IN FATTO

1. Il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di appello di
Venezia ricorre per l’annullamento della sentenza di cui in epigrafe che ha
dichiarato non doversi procedere nei confronti della sig.ra Maria Favaro perché il
reato a lei ascritto di cui agli artt. 81, cpv., cod. pen., 2, comma 1-bis, d.l. 12

Data Udienza: 07/05/2015

settembre 1983, n. 463, convertito dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, è
estinto per prescrizione.
Con unico motivo eccepisce violazione degli artt. 157 e 161, cod. pen., e
deduce, al riguardo, che la prescrizione massima è destinata a maturare il
16/01/2016.

2.11 ricorso è fondato.

32imputata risponde del reato continuato di omesso versamento delle
ritenute operate a fini previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni corrisposte ai
lavoratori dipendenti nei mesi di febbraio e marzo 2007, nonché nei mesi da
settembre 2007 a marzo 2008.
3.1.11 reato si consuma il giorno sedici del mese successivo a quello cui si
riferiscono i contributi (Sez. 3, n. 10974 del 21/02/2012, Norelli, Rv. 252367).
3.2.0ccorre inoltre aggiungere il termine di tre mesi di cui all’art. 2, comma
1-bis, legge n. 638 del 1983, durante il quale il corso della prescrizione rimane
sospeso (art. 2, comma 1-quater, legge n. 638, cit.).
3.3.Ne consegue che nel caso di specie alla data della sentenza la
prescrizione non era maturata per nessuna mensilità, nemmeno per quella di
febbraio 2007 (16 marzo 2007 + tre mesi = 16 giugno 2007 + 7 anni e sei mesi
= 16 dicembre 2014).
3.4.Solo ad oggi risulterebbero prescritte le mensilità di febbraio e marzo
2007.
3.5.Tuttavia questa Suprema Corte, in costanza di ricorso del Pg, non può
dichiarare prescritto il reato, anche se limitatamente agli omessi versamenti
relativi alle predette mensilità, perché la sentenza impugnata si limita a prendere
atto puramente e semplicemente della intervenuta prescrizione senza fornire
indicazione alcuna in ordine alla responsabilità dell’imputata.
3.6.Non v’è dunque alcuna evidenza della non innocenza della Favaro; il che
impedisce a questa Corte di cassazione di dichiarare d’ufficio l’estinzione del
reato maturata nelle more del ricorso, non potendo essere pregiudicato il diritto
dell’imputata ad essere assolta nel merito.
3.7.La sentenza deve di conseguenza essere annullata con rinvio ad altra
Sezione della Corte di appello di Venezia.

2

CONSIDERATO IN DIRITTO

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte di
appello di Venezia.

Così deciso il 07/05/2015

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