Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 41715 del 16/09/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 41715 Anno 2015
Presidente: CORTESE ARTURO
Relatore: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO

SENTENZA

sul conflitto di competenza sollevato da:
GIUDICE DI PACE DI LUCCA nei confronti di:
TRIBUNALE DI LUCCA
con l’ordinanza n. 284/2013 GIUDICE DI PACE di LUCCA, del
25/03/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. FRANCESCO MARIA
SILVIO BONITO;
1ette/se4atite le conclusioni del PG Dott.
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Uditi difensor Avv.;

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Data Udienza: 16/09/2015

1. Con sentenza del 24 maggio 2012 il Tribunale di Lec4
monocraticamente composto, chiamato a giudicare Pietronave
Marco e Savoca Alberto Cesare Vincenzo, imputati, in concorso tra
loro, del reato di cui agli artt. 81 e 582 c.p. per aver cagionato, in
danno di Dazzi Cristiano e Stasi Giancarlo colpendoli con pugni,
lesioni personali giudicate guaribili, rispettivamente, in giorni tre ed
in giorni venti, si dichiarava incompetente per materia in favore del
Giudice di pace della stessa sede.
2. Questi, in tal modo investito della cognizione del processo,
all’esito di perizia medico legale, preso atto che le lesioni personali
cagionate in danno del predetto Stasi erano state giudicate guaribili
in giorni 90, riteneva competente per materia a giudicare gli
imputati il tribunale ed ha per questo sollevato conflitto di
competenza davanti alla Corte.
3. Ciò premesso osserva il Collegio che nel caso di specie non si
verte, con certezza, in una ipotesi di conflitto negativo di
competenza a norma dell’art. 28 c.p.p., poiché i due organi
giurisdizionali chiamati in causa non hanno affatto declinato la
propria competenza a conoscere di uno stesso reato, avendo
delibato, il Tribunale di Lucca, una ipotesi di reato di sicura
competenza del giudice di pace rimettente, il quale, in tanto ha
verificato poi una diversa e superiore competenza per materia,
quando l’ipotesi di reato perseguibile, in seguito ad accertamento
peritale, ha mutato consistenza delittuosa, giacché più grave. Su tale
ultima ipotesi quindi, non si è affatto registrato un conflitto
negativo, dappoichè non posto il Tribunale di Lucca nelle
condizioni di condividere ovvero non condividere il giudizio del
giudice rimettente.
D’altra parte, ai sensi del richiamato art. 28 c.p.p., sussiste conflitto
quando più giudici ordinari “prendono o ricusano di prendere
cognizione del medesimo fatto” e per Cass. Sez. 1, n. 2787 del
16/04/1997, Rv 207653, in tema di conflitto di competenza,
l’espressione “medesimo fatto” è assunta nel suo significato comune
per designare l’elemento materiale del reato, nelle sue tre
componenti costituite dalla condotta, dall’evento e dal rapporto di
causalità, realizzatosi nelle identiche condizioni di tempo, di luogo
e di persona, nel senso che è indispensabile la piena coincidenza
degli elementi strutturali e temporali del fatto, sia dal punto di vista
soggettivo, sia da quello oggettivo. Ne consegue che qualsiasi

La Corte, ritenuto in fatto e considerato in diritto

4. Gli atti di causa, in conseguenza della decisone detta, vanno
trasmessi al Procuratore della repubblica presso il Tribunale di
Lucca.
Rammenta infatti la Corte sul punto che, ai sensi dell’art. 4 d. lgs.
274 del 28.8.2000, il Giudice di pace, per quanto di interesse, è
competente per il delitto di cui all’art. 582 c.p., co. 2, quando esso è
perseguibile a querela; che ai sensi dell’art. 7 dello stesso decreto
legislativo, davanti al giudice di pace si ha connessione se il reato
per cui si procede è stato commesso, come nel caso in esame, da più
persone in concorso e che, infine, ai sensi dell’art. 6 del decreto
detto, se alcuni dei procedimenti connessi appartengono alla
competenza del giudice di pace e altri a quella del tribunale è
competente per tutti il giudice superiore.
Nel caso in esame il reato a carico di Stasi Giancarlo, attesi gli esiti
lesivi giudicati guaribili in giorni novanta, non è perseguibile a
querela ed è tipizzato agli artt. 582 c.p., con l’aggravante di cui
all’art. 583 c.p.p., co. 1 n. 1), reato questo assegnato
dall’ordinamento, art. 33-ter c.p.p., alla competenza per materia del
Tribunale in composizione monocratica e mai formalmente
contestato all’imputato.
In applicazione, pertanto, delle norme innanzi richiamate,
competente a conoscere sia delle lesioni cagionate al Dazzi che di
quelle cagionate allo Stasi è il Tribunale di LtAccol in composizione
monocratica, e gli atti vanno pertanto trasmessi al Procuratore della
repubblica presso detto tribunale per le contestazioni di rito e
quanto di competenza.
P. Q. M.

la Corte dichiara insussistente il conflitto, dichiara la incompetenza
per materia del Giudice di pace di Lucca in favore del Tribunale di
Lucca e dispone trasmettersi gli atti al Procuratore della repubblica
presso il Tribunale di Lucca.
Roma, addì 16 settembre 2015

apprezzabile differenza degli elementi costitutivi delle fattispecie
dedotte nei due distinti procedimenti impedisce che possa
considerarsi esistente la condizione dell’identità del fatto e che
possa, quindi, ipotizzarsi un conflitto di competenza ai sensi
dell’art. 28 cod. proc. pen.; Cass., Sez. 1, 17.5.2013, n. 27677, rv.
257178, riferisce il medesimo fatto alla identità ontologica delle
opzioni in valutazione.
Il conflitto denunciato va, pertanto, dichiarato insussistente.

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