Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 41404 del 13/05/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 41404 Anno 2015
Presidente: D’ISA CLAUDIO
Relatore: IZZO FAUSTO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
FLORIANI FRANCA N. IL 15/05/1961
avverso la sentenza n. 784/2007 CORTE APPELLO di VENEZIA, del
13/01/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. FAUSTO IZZO;

Data Udienza: 13/05/2015

OSSERVA
1. L’imputato FLORIANI Franca ricorre per cassazione contro la sentenza in epigrafe, con cui
è stata confermata la sua condanna per il delitto di cui agli artt. 624 bis c.p. (acc. il 2\4\2005).
Veniva anche confermata la pena di anni uno di reclusione ed C 600= di multa.

3. Il ricorso è inammissibile, ex articolo 606, comma 3, c.p.p., perché proposto per motivi
manifestamente infondati, ex articolo 591, comma 1, lettera c), c.p.p.
Il ricorrente pretende, invero, che in questa sede si proceda ad una rinnovata valutazione delle
modalità mediante le quali il giudice di merito ha esercitato il potere discrezionale a lui
concesso dall’ordinamento ai fini della valutazione del riconoscimento delle circostanze
attenuanti generiche.
L’esercizio di detto potere deve essere motivato nei soli limiti atti a far emergere in misura
sufficiente il pensiero del giudice in ordine all’adeguamento della pena concreta alla entità
effettiva del reato ed alla personalità del reo.
La concessione delle attenuanti generiche presuppone, inoltre, l’esistenza di elementi
suscettibili di positivo apprezzamento, di cui il giudice di merito deve dare conto nella
motivazione della sentenza.
A questo si aggiunga che, la sussistenza di circostanze attenuanti rilevanti ai fini dell’art. 62bis cod. pen. è oggetto di un giudizio di fatto e può essere esclusa dal giudice con motivazione
fondata sulle sole ragioni preponderanti della propria decisione, non sindacabile in sede di
legittimità, purchè non contraddittoria e congruamente motivata, neppure quando difetti di uno
specifico apprezzamento per ciascuno dei pretesi fattori attenuanti indicati nell’interesse
dell’imputato (Cass.VI, 42688\08, Caridi).
Nel caso di specie, il giudice di merito ha spiegato di non ritenere la ricorrente meritevole delle
invocate attenuanti in ragione della gravità della condotta, posta in essere in danno di persona
anziana e dei plurimi precedenti penali, anche specifici.
Si tratta di una considerazione ampiamente giustificativa del diniego della concessione, che le
censure del ricorrente non valgono a scalfire.
4. Segue, a norma dell’articolo 616 c.p.p., la condanna della ricorrente al pagamento delle
spese del procedimento ed al pagamento a favore della Cassa delle Ammende, non emergendo
ragioni di esonero, della somma di euro 1.000= (mille/00) a titolo di sanzione pecuniaria.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di 1.000= euro alla Cassa delle Ammende.
Così deciso in Roma il 13 maggio 2015
Il Consigliere estensor

2. L’imputata si duole del mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

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