Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 39563 del 02/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 39563 Anno 2015
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: MAGI RAFFAELLO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
BERLINGERI DOMENICO N. IL 04/12/1984
avverso l’ordinanza n. 201/2013 TRIBUNALE di REGGIO
CALABRIA, del 15/11/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. RAFFAELLO MAGI;

Data Udienza: 02/10/2014

IN FATTO E IN DIRITTO

1. Con ordinanza resa in data 15 novembre 2013 il Tribunale di Reggio Calabria quale giudice della esecuzione – ha respinto l’istanza proposta da Berilngieri
Domenico, tesa ad ottenere il riconoscimento della continuazione tra fatti
oggetto di diverse (in numero di sette) decisioni irrevocabili.
In motbvazione si osserva che non è ravvisabile il medesimo disegno criminoso pure a fronte di una tendenziale omogeneità del bene giuridico aggredito – in
virtù delle differenti modalità esecutive dei reati e soprattutto dell’ampio arco

2. Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione – a mezzo del
difensore – Berlingieri Domenico, deducendo erronea applicazione della legge
penale e vizio di motivazione.
Si rappresenta che la esplicazione dei motivi della decisione è generica e la
considerazione dell’intervallo temporale intercorso tra le diverse violazioni non è
di per sè ostativa al riconoscimento del beneficio.

3. Il ricorso va dichiarato inammissibile per la manifesta infondatezza dei
motivi addotti.
Va premesso che, in via generale, nella applicazione della disciplina del
reato continuato ai sensi dell’art. 81 comma 2 cod. pen. è necessario che il
giudice di merito – attraverso un approfondito esame delle modalità di
realizzazione delle diverse violazioni commesse – individui precisi indici rivelatori
tali da sostenere la conclusione, cui eventualmente perviene, della sostanziale
unicità del disegno criminoso. Per tale va intesa la rappresentazione unitaria sin
dal momento ideativo delle diverse condotte violatrici – almeno nelle loro linee
essenziali – da parte del soggetto agente, sì da potersi escludere una successione
di autonome risoluzioni criminose ed in tal modo giustificandosi la valutazione di
ridotta pericolosità sociale che giustifica il trattamento sanzionatorio più mite
rispetto al cumulo materiale (ex multís Sez. I n. 40123 del 22.10.2010, rv
248862) . Ciò perchè la ricaduta nel reato e l’abitualità a delinquere non
integrano di per sé il caratteristico elemento intellettivo (unità di ideazione che
abbraccia i diversi reati commessi) che caratterizza il reato continuato
(Sez. 2, Sentenza n. 40123 del 22/10/2010 rv. 248862).
Nel caso in esame la valutazione operata non appare inficiata da evidenti
vizi logici, dato che il descritto intervallo temporale risulta significativo della
mancanza di una concreta ideazione comune dei plurimi episodi delittuosi,
realizzati nel corso di ben dieci anni.

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temporale (circa dieci anni complessivi) cui ineriscono le diverse violazioni.

Ciò porta a ritenere corretta la considerazione della diversa fattispecie della
abitualità criminosa, posto che lì dove il programma delittuoso risulti ampio e
generico non è illogico sostenere che ci si trova in presenza di tale condizione di
abitualità, che richiede, di volta in volta, una selezione degli obiettivi e pertanto
una rinnovata ideazione.
In tal senso l’ordinanza rappresenta una adeguata elaborazione di profili in
fatto, non sindacabile nella presente sede di legittimità.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso consegue di diritto la

elementi atti ad escludere la colpa nella determinazione della causa di
inammissibilità, al versamento a favore della cassa delle ammende di una
sanzione pecuniaria che pare congruo determinare in euro mille, ai sensi dell’
art. 616 cod. proc. pen..
P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento di euro 1.000,00 a favore della cassa delle
ammende.
Così deciso il 2 ottobre 2014

Il Consigliere estensore

Il Presidente

condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di

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