Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 39494 del 19/05/2015


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 39494 Anno 2015
Presidente: LAPALORCIA GRAZIA
Relatore: FUMO MAURIZIO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
ANGELINI CARLO N. IL 16/02/1961
avverso la sentenza n. 10019/2012 TRIBUNALE di FERMO, del
17/10/2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. MAURIZIO FUMO;

Data Udienza: 19/05/2015


Letta la requisitoria del PG che ha chiesto respingersi la istanza di restituzione in termini.

1.Angelini Carlo avanza richiesta di restituzione in termini per proporre ricorso per cassazione
avverso la sentenza del tribunale di Fermo, che, come giudice di appello, in data 17 ottobre
2013, in riforma della sentenza di primo grado, lo ha dichiarato colpevole del delitto di cui
all’articolo 594 cp e lo ha condannato alla pena di euro 300 di multa, oltre al risarcimento
danni nei confronti della parte civile (Antonelli Giampaolo), liquidati in complessivi euro 350.
Sostiene l’Angelini di non aver mai avuto notizia del deposito della sentenza in questione fin
quando non fu convocato (in data 11 aprile 2014) presso la questura di Fermo per il rinnovo
del passaporto. Attivatosi per conoscere le ragioni per le quali egli non era stato informato del
deposito della sentenza, si pose in contatto con il suo difensore dell’epoca avv. Marini, il quale
gli assicurò, in un primo tempo, che nessuna notificazione era pervenuta al suo studio. A
seguito di ulteriori accertamenti, l’avv. Marini gli comunicò che, in effetti, tempo addietro la
sua segretaria aveva ricevuto un fax costituito da una serie di fogli in bianco, che ovviamente
erano stati cestinati. Tanto premesso, l’Angelini, sostenendo di non aver mai potuto avere
conoscenza effettiva della sentenza di riforma e condanna, chiede di essere rimesso in termini.
2.È pervenuta nota dell’avv. M. Fabiani, difensore, all’epoca di Antonelli Giampaolo e
dell’Antonelli stesso, nella quale si sostiene che l’Angelini ebbe piena conoscenza della
sentenza, quantomeno a far tempo dal 9 gennaio 2014, data in cui gli fu notificata, a istanza
della parte civile, la sentenza del tribunale di Fermo munita di formula esecutiva unitamente ad
atto di precetto.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1.11 ricorso non può essere accolto in quanto inammissibile. Il ricorrente va condannato al
pagamento delle spese del procedimento e al versamento della somma di 1000 euro (ritenuta
congrua) alla Cassa delle ammende.
Dalla consultazione degli atti, consentita e necessaria nel caso di specie, emerge che la
sentenza del tribunale di Fermo fu emessa il 17 ottobre 2013 e fu depositata il successivo 21
ottobre. L’estratto contumaciale, come l’annotazione in calce alla sentenza, risulta notificato il
24 ottobre successivo.
Il fatto poi che il fax inviato allo studio del difensore fosse privo di contenuto (in quanto
composto solo da fogli in bianco) costituisce una mera asserzione del richiedente e non è
testimoniata da alcun principio di prova.
2.D’altra parte, quanto rappresentato dall’Antonelli (e dal suo difensore) costituisce ulteriore
argomentazione per ritenere che l’interessato sia stato a conoscenza della sentenza ben prima
dell’aprile 2014.
PQM
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del
procedimento e al versamento della somma di 1000 euro alla cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, camera di onsiglio, il 19.5.2015

RITENUTO IN FATTO

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