Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 39411 del 26/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 39411 Anno 2015
Presidente: DI VIRGINIO ADOLFO
Relatore: DI SALVO EMANUELE

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
DI SILVIO ALFREDO N. IL 18/05/1970
avverso la sentenza n. 1550/2009 CORTE APPELLO di ROMA, del
03/07/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. EMANUELE DI
SALVO;

Data Udienza: 26/11/2014

OSSERVA
Di Silvio Alfredo ricorre per cassazione avverso la sentenza indicata in epigrafe ,
deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla responsabilità per
il reato di evasione e alla misura della pena.
Il ricorso è basato su motivi che non rientrano nel numerus clausus delle censure
deducibili in sede di legittimità, investendo profili di valutazione della prova e di
determinazioni , al riguardo, sono insindacabili in cassazione ove siano sorrette da
motivazione congrua, esauriente ed idonea a dar conto dell’iter logico-giuridico
seguito dal giudicante e delle ragioni del decisum. Nel caso di specie,
dalle cadenze motivazionali della sentenza d’appello è enucleabile una ricostruzione
dei fatti precisa e circostanziata, avendo i giudici di secondo grado preso in esame
tutte le deduzioni difensive ed essendo pervenuti alla conferma della sentenza di
prime cure , in punto di responsabilità, attraverso una disamina completa ed
approfondita delle risultanze processuali, in nessun modo censurabile, sotto il
profilo della razionalità ,e sulla base di apprezzamenti di fatto non qualificabili in
termini di contraddittorietà o di manifesta illogicità e perciò insindacabili in questa
sede, come si desume dalle considerazioni formulate dal giudice a quo a pagina 4
della sentenza impugnata .
In ordine alle determinazioni del giudice di merito in relazione al trattamento
sanzionatorio, occorre osservare come,nel caso di specie, la pena sia stata
quantificata in misura prossima al minimo assoluto ( mesi tre di reclusione), onde il
difetto di motivazione è irrilevante.
Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile, a norma dell’art 606 co 3 cpp , con
conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della
somma di euro mille, determinata secondo equità , in favore della Cassa delle
ammende.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle

ricostruzione del fatto riservati alla cognizione del giudice di merito ,le cui

spese processuali e della somma di euro mille in favore della Cassa delle ammende.

a presente sentenza viene sottoscritta dal

Così deciso in Roma , all ‘udienza del 26-11-2015 l

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