Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 386 del 29/09/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 386 Anno 2018
Presidente: TARDIO ANGELA
Relatore: ESPOSITO ALDO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
DEI SANTI GIUSEPPE nato il 24/08/1962 a FRANCAVILLA FONTANA

avverso la sentenza del 29/09/2016 del GIP TRIBUNALE di BRINDISI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ALDO ESPOSITO;

Data Udienza: 29/09/2017

RILEVATO IN FATTO

Con la sentenza in epigrafe il G.I.P. del Tribunale di Brindisi ha applicato a
Dei Santi Giuseppe, ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., la pena complessiva di
anni uno e mesi otto di reclusione ed euro trecento di multa per i reati di cui agli
artt. 2 e ss. L. n. 895 del 1967, 648 cod. pen. ed altro.
Avverso tale sentenza il Dei Santi, a mezzo del proprio difensore, ricorre per
Cassazione per violazione di legge e vizio di motivazione, –Fer:=EifiEttwzLL

trattamento sanzionatorio.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è manifestamente infondato.
L’applicazione della pena su richiesta delle parti è un meccanismo
processuale in conseguenza del quale l’imputato e il pubblico ministero si
accordano sulla qualificazione giuridica della condotta contestata, sulla
concorrenza di circostanze, sulla comparazione fra le stesse e sull’entità della
pena. Da parte sua, il giudice ha il dovere di controllare l’esattezza dei
menzionati aspetti giuridici e la congruità della pena richiesta e di applicarla,
dopo avere accertato che non emerga in modo evidente una delle cause di non
punibilità previste dall’art. 129 cod. proc. pen.
Ne discende che, una volta ottenuta l’applicazione di una determinata pena,
ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., l’imputato non può rimettere in discussione
profili oggettivi o soggettivi della fattispecie, perché risultano coperti dal
patteggiamento.
Nel caso di specie, le doglianze difensive proposte nell’interesse
dell’imputato appaiono prive di specificità e comunque manifestamente
infondate, in ragione del fatto che l’organo giudicante, oltre a qualificare
correttamente i fatti illeciti contestati, si è soffermato sugli elementi costitutivi
dei reati contestati e sul trattamento sanzionatorio irrogato, evidenziando la
congruità della pena applicata, tenuto conto della gravità e del contesto della
vicenda.

t

Questa motivazione, avuto riguardo alla speciale natura dell’accertamento in
sede di applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444 cod. proc.
pen., risulta pienamente adeguata ai parametri richiesti per tale genere di
decisioni, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte (Sez. U, n. 3 del
25/11/1998, Messina, Rv. 212438).

rnotivaziernia in relazione all’esistenza di cause di proscioglimento ed al

Per queste ragioni, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la
conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e,
non sussistendo ipotesi di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle
ammende, determinabile in 2.000,00 euro, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen..

P. Q. M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle

ammende.
Così deciso in Roma il 29 settembre 2017.

Il Consigliere estensore

Il Presidente

Al o Esp to

Angela Tardio

spese processuali e al versamento della somma di duemila euro alla Cassa delle

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