Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 38498 del 03/07/2018


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Penale Ord. Sez. 2 Num. 38498 Anno 2018
Presidente: CERVADORO MIRELLA
Relatore: ARIOLLI GIOVANNI

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MICLESCU UNERIA nato il 13/10/1990

avverso la sentenza del 26/09/2017 della CORTE APPELLO di TRIESTE

udita la relazione svolta dal Consigliere GIOVANNI ARIOLLI;
DE PLANO

Data Udienza: 03/07/2018

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

1. Il difensore di Uneria Miclescu ricorre per cassazione avverso la sentenza
della Corte di appello di Trieste in data 26/9/2017 che, in accoglimento della
richiesta delle parti ex art. 599-bis cod. proc. pen., in parziale riforma della
sentenza del Tribunale di Gorizia del 17/11/0216, previa concessione delle
attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti, ha rideterminato la

1.500,00 di multa, in ordine a diversi episodi di furto aggravato e rapina, anche
aggravata.
1.1. Con un unico motivo deduce l’erronea applicazione della legge penale
e la mancanza di motivazione in relazione a quanto previsto dall’art. 129 cod.
proc. pen.
2. Tanto premesso, il ricorso è inammissibile in quanto proposto al di fuori
dei casi prescritti dalla legge (art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.). Peraltro,
nella motivazione della sentenza impugnata vi è espresso richiamo all’art. 129
cod. proc. pen. e ciò, in ossequio alla giurisprudenza formatasi riguardo la
sentenza di applicazione pena, è sufficiente a far ritenere che il giudice abbia
verificato ed escluso la presenza di cause di proscioglimento, non occorrendo
ulteriori e più analitiche disamine al riguardo (Sez. 6, n. 15927 del 1/04/2015,
Rv. 263082).
3. All’inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell’art. 616 cod. proc.
pen., la condannata del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento,
nonché – ravvisandosi profili di colpa nella determinazione della causa di
inammissibilità – al pagamento a favore della cassa delle ammende della somma
di C 3.000,00 così equitativamente fissata in ragione dei motivi dedotti.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di C 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Così deciso, il 3/7/2018

pena inflitta all’imputata in quella di anni quattro e mesi sei di reclusione ed C

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