Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 38484 del 15/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 38484 Anno 2015
Presidente: AGRO’ ANTONIO
Relatore: DI SALVO EMANUELE

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
FARINELLI LOREDANA N. IL 24/11/1949
avverso la sentenza n. 534/2011 CORTE APPELLO di PALERMO, del
08/01/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. EMANUELE DI
SALVO;

Data Udienza: 15/10/2014

OSSERVA
Farinelli Loredana ricorre per cassazione avverso la sentenza indicata in epigrafe ,
deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in ordine all’elemento
psicologico del reato di calunnia, poiché la Farinelli , al momento della denuncia di
smarrimento dei titoli , aveva realmente maturato la convinzione che essi si
trovassero all’interno di una borsa effettivamente smarrita. La ricorrente lamenta
pena.
Il ricorso è basato su motivi che non rientrano nel numerus clausus delle censure
deducibili in sede di legittimità, investendo profili di valutazione della prova e di
ricostruzione del fatto riservati alla cognizione del giudice di merito ,le cui
determinazioni , al riguardo, sono insindacabili in cassazione ove siano sorrette da
motivazione congrua , esauriente ed idonea a dar conto dell’iter logico-giuridico
seguito dal giudicante e delle ragioni del decisum .Nel caso di specie , la Corte
d’appello ha evidenziato come Tronchi Morena abbia precisato che gli assegni erano
stati consegnati contestualmente all’ordine di pubblicazione degli avvisi, senza data
di emissione. Dalle cadenze motivazionali della sentenza d’appello è quindi
enucleabile una ricostruzione dei fatti precisa e circostanziata, avendo i giudici di
secondo grado preso in esame tutte le deduzioni difensive ed essendo pervenuti
alla conferma della sentenza di prime cure attraverso una disamina completa ed
approfondita delle risultanze processuali , in nessun modo censurabile sotto il
profilo della correttezza logica ,e sulla base di apprezzamenti di fatto non
qualificabili in termini di contraddittorietà o di manifesta illogicità e perciò
insindacabili in questa sede.
Anche le determinazioni del giudice di merito in ordine alla concessione del
beneficio della sospensione condizionale della pena sono insindacabili in
cassazione ove siano sorrette da motivazione esente da vizi logico-giuridici . Nel
caso di specie , la motivazione del giudice d’appello è senz’altro da ritenersi
adeguata , avendo la Corte territoriale fatto riferimento alle condanne subite, in
passato, dalla ricorrente.
Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile, a norma dell’art 606 co 3 cpp , con
conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della
somma di euro mille , determinata secondo equità , in favore della Cassa delle
ammende

inoltre l’omessa concessione del beneficio della sospensione condizionale della

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle

Così deciso in Roma , all ‘udienza del 15-10-2014.

spese processuali e della somma di euro mille in favore della Cassa delle ammende.

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