Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 38334 del 08/05/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 38334 Anno 2015
Presidente: ROMIS VINCENZO
Relatore: IZZO FAUSTO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
FAINA SABRINA N. IL 02/11/1971
avverso la sentenza n. 5208/2010 CORTE APPELLO di ROMA, del
26/11/2012
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 08/05/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. FAUSTO IZZO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. A li-v 0
che ha concluso per
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Udito, per la p e civile, l’Avv
Uditi difensor Avv.

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Data Udienza: 08/05/2015

RITENUTO in FATTO
1. Con sentenza del 26\11\2012 la Corte di Appello di Roma confermava la condanna di Faina
Sabrina per il delitto di furto aggravato commesso all’interno del supermercato “AUCHAN” di
Roma (acc. il 28\8\2009). Riteneva il giudice di merito che il delitto doveva ritenersi
consumato, avendo l’imputata ed i suoi complici superato le casse, così impossessandosi della
merce.
2. Avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione il difensore dell’imputata, chiedendo
l’annullamento della sentenza, non avendo rilevato il giudice di merito che la condotta
criminosa era caduta sotto il costante controllo degli addetti alla sicurezza dell’esercizio
commerciale e, pertanto, il delitto doveva ritenersi meramente tentato.

1. Il ricorso è fondato.
2. Le Sezioni Unite di questa Corte, con recente sentenza, hanno affermato che “In caso di
furto in supermercato, il monitoraggio della azione furtiva in essere, esercitato mediante
appositi apparati di rilevazione automatica del movimento della merce ovvero attraverso la
diretta osservazione da parte della persona offesa o dei dipendenti addetti alla sorveglianza
ovvero delle forze dell’ordine presenti nel locale ed il conseguente intervento difensivo “in
continenti”, impediscono la consumazione del delitto di furto che resta allo stadio del tentativo,
non avendo l’agente conseguito, neppure momentaneamente, l’autonoma ed effettiva
disponibilità della refurtiva, non ancora uscita dalla sfera di vigilanza e di controllo del soggetto
passivo” (Cass. Sez. U, Sentenza n. 52117 del 17/07/2014 Ud. -dep. 16/12/2014- Rv.
261186).
Nel caso in esame, dalla lettura della sentenza impugnata, si rileva che il compimento
dell’azione furtiva è caduta sotto il costante controllo visivo deì Carabinieri presenti
nell’esercizio, i quali erano stati allertati preventivamente dal personale del supermercato.
Si impone pertanto l’annullamento della sentenza in punto di qualificazione del fatto come
delitto tentato e non consumato, con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Roma per
la rideterminazione della pena.
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata limitatamente alla qualificazione del fatto come reato
consumato e, qualificato il fatto stesso come tentativo di furto aggravato, rinvia ad altra
sezione della Corte di Appello di Roma per la rideterminazione della pena.
Così deciso in Roma il 8 maggio 2015
Il Consi lier estensore

CONSIDERATO in DIRITTO

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