Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 38067 del 04/07/2018


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 38067 Anno 2018
Presidente: GALLO DOMENICO
Relatore: PAZIENZA VITTORIO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
TAGLIETTI Elena, nata a Brescia il 16/11/1971, persona offesa nel procedimento
a carico di:
1) SACCHETTO Elisabetta
2) LOMBARDI Giacomo
avverso il decreto emesso in data 11/11/2015 dal G.i.p. del Tribunale di Brescia
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Vittorio Pazienza;
lette le richieste formulate dal Pubblico Ministero, in persona del Sostituto
Procuratore Generale M. Giuseppina Fodaroni, che ha concluso chiedendo
l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato

RITENUTO IN FATTO

1. Con decreto del 11/11/2015, il G.I.P. del Tribunale di Brescia ha disposto
l’archiviazione del procedimento a carico di SACCHETTO Elisabetta e LOMBARDI

Data Udienza: 04/07/2018

Giacomo in relazione ai reati loro ascritti, accogliendo la richiesta formulata in tal
senso dal Pubblico Ministero in data 05/11/2015.
2. Ricorre per cassazione avverso il predetto decreto il difensore della persona
offesa TAGLIETTI Elena, deducendo violazione di legge in relazione agli artt. 127
e art. 408, comma 2, cod. proc. pen. Si lamenta la violazione del contraddittorio
dal momento che alla richiesta di voler essere informata in caso di archiviazione,
formulata dalla persona offesa con la presentazione della notizia di reato, non era
stato dato alcun seguito.

essere venuta a conoscenza del decreto di archiviazione solo in data 08/02/2018,
con la risposta alla propria richiesta di informazioni sullo stato del procedimento,
presentata il 04/05/2017. Richiama, inoltre, le “linee guida” emanate dalla Corte
di Cassazione in relazione al fatto che le disposizioni introdotte in materia dalla
legge n. 103 del 2017 trovano applicazione ai provvedimenti di archiviazione
emessi dopo l’entrata in vigore della legge stessa.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è fondato.
2. Nonostante la richiesta formulata dalla TAGLIETTI di voler essere informata
dell’eventuale richiesta di archiviazione, il G.i.p. del Tribunale di Brescia ha
disposto l’archiviazione del procedimento con il decreto richiamato in epigrafe.
L’opposizione deve ritenersi tempestiva, alla luce della documentazione
allegata al ricorso, che riscontra le deduzioni della ricorrente; corretta deve
ritenersi altresì l’individuazione di questa Suprema Corte, dovendo le nuove
disposizioni introdotte dalla legge n. 103 del 2017 essere applicate ai
provvedimenti in tema di archiviazione emessi dopo la data di entrata in vigore
della predetta legge.
L’accertata violazione del contraddittorio impone quindi l’annullamento senza
rinvio del decreto di archiviazione, con restituzione degli atti al Pubblico Ministero.
A tale ultimo riguardo, deve invero farsi applicazione del principio secondo cui «in
caso di annullamento del decreto di archiviazione per omesso avviso alla persona
offesa della relativa richiesta, gli atti devono essere restituiti al pubblico ministero,
dal momento che la nullità è conseguenza dell’inosservanza di un onere di
integrazione del contraddittorio che fa capo al P.M. e per il quale non è previsto
rimedio da parte del Giudice» (Sez. 3, n. 7946 del 03/11/2016, dep. 2017, P.O. c.
Ignoti, Rv. 269147). È altresì opportuno precisare che «sussiste l’interesse della
persona offesa ad impugnare in sede di legittimità il provvedimento di

2

In ordine alla tempestività e ritualità dell’opposizione, la ricorrente precisa di

archiviazione emesso de plano, senza che gli sia dato il doveroso avviso della
richiesta di archiviazione formulata dal P.M. anche quando l’archiviazione si basata
sulla prescrizione dei reati denunciati (Sez. 5, n. 10742 del 08/02/2007, De Maria,
Rv. 235944; in senso analogo, cfr. da ultimo Sez. 2, n. 36194 del 12/07/2017,
Pettahandi).

P.Q.M.

il Tribunale di Brescia per l’ulteriore corso.

Così deciso il 04 luglio 2018

Annulla il provvedimento impugnato e dispone trasmettersi gli atti al P.M. presso

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