Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 38020 del 29/03/2018


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 38020 Anno 2018
Presidente: GALLO DOMENICO
Relatore: TADDEI MARGHERITA

SENTENZA
Sul ricorso proposto da
Youssef Haggag Salah nato il 12.11.1985
avverso la sentenza 6427/2013 della Corte d’appello di Milano, 3a sezione penale, del
30.06.2016;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Margherita B. Taddei;
udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale, Giulio
Romano , che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso
MOTIVI della DECISIONE

1

Data Udienza: 29/03/2018

Avverso la sentenza indicata in epigrafe , che ha confermato la sentenza del Tribunale
di Milano del 29.04.2013 con la quale Youssef è stato condannato per la ricettazione
dell’autovettura di Moretti, alla pena di mesi quattro di reclusione ed euro 600 di
multa propone ricorso l’imputato per mezzo del suo difensore di fiducia, deducendo i
motivi di seguito enunciati nei limiti strettamente necessari, come disposto dall’art.
173 disp. att. c.p.p., comma 1:

applicazione dell’art.648 cod.pen.
Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.
Il ricorso è fondato esclusivamente su censure aspecifiche e prive della necessaria
correlazione con il contenuto della decisione impugnata, compiutamente motivata con
discorso giustificativo logico e immune da interne contraddizioni ed ancorata agli
elementi di fatto accertati, con il quale la Corte di merito pone in evidenza che
l’imputato ha fornito molteplici versioni, per giunta contraddittorie, sulle modalità di
acquisizione del possesso della vettura ,dimostrandosi così non credibile e la mancata
giustificazione logica e credibile di tale possesso dimostra la consapevolezza
dell’imputato della illiceità della provenienza della vettura.
D’altra parte la motivazione della Corte si ascrive integralmente nell’ambito dei
principi giurisprudenziali dettati da questa Corte in ordine all’elemento soggettivo della
fattispecie di ricettazione ,avendo già deciso che ai fini della configurabilità del reato
di ricettazione, la prova dell elemento soggettivo può essere raggiunta da qualsiasi
elemento, anche indiretto, e quindi anche dall’omessa o non attendibile indicazione
della provenienza della cosa ricevuta da parte del soggetto agente ( tra le tante
n.53017 del 2016 rv 268713)..
Il requisito della specificità dei motivi trova la sua ragione di essere nella necessità di
porre il giudice dell’impugnazione in grado di individuare i punti e i capi del
provvedimento impugnato oggetto delle censure: inerisce al concetto stesso di “motivo”
di impugnazione l’individuazione di questi punti ai quali la censura si riferisce (Sez. 4,
n. 25308, 06/04/2004, Maviglia, rv. 228926). Si tratta di un requisito espressione di
un’esigenza di portata generale, che implica, a carico della parte, non solamente
l’onere di dedurre le censure che intende muovere a uno o più punti
e le ragioni per le quali si ritiene ingiusta o contra legem la decisione, al fine di
consentire al giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi e di esercitare il
proprio sindacato (Sez. 4, n. 24054, 01/04/2004, Distante, rv. 228586).Ai sensi

Violazione dell’art.606 comma 1 lett.b) cod.proc.pen. erronea interpretazione ed

dell’articolo 616 cod. proc. pen., con il provvedimento che dichiara inammissibile il
ricorso, la parte privata che lo ha proposto deve essere condannata al pagamento
delle spese del procedimento, nonché – ravvisandosi profili di colpa nella
determinazione della causa di inammissibilità – al versamento a favore della Cassa
delle ammende di una somma che, alla luce del dictum della Corte costituzionale nella
sentenza n. 186 del 2000, sussistendo profili di colpa, si stima equo determinare in

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di curo duemila alla Cassa delle ammende.
Così d iso in Roma, il 29 marzo 2018
Il Cons

estén ore

Il Presidente

euro 2000,00.

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