Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37990 del 07/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 37990 Anno 2018
Presidente: PALLA STEFANO
Relatore: MICHELI PAOLO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
CARILLO SALVATORE nato il 09/06/1966 a TERZIGNO

avverso la sentenza del 05/12/2016 della CORTE APPELLO di SALERNO
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere PAOLO MICHELI;

Data Udienza: 07/03/2018

FATTO E DIRITTO

Il difensore di Salvatore Carillo ricorre per cassazione avverso la pronuncia indicata
in epigrafe, emessa nei confronti del suo assistito dalla Corte di appello di Salerno; la
declaratoria di penale responsabilità dell’imputato riguarda un addebito di furto,

La difesa lamenta violazione della legge penale e vizi della motivazione della
Sentenza impugnata, sostenendo che i giudici di merito avrebbero:

apoditticamente trascurato la pur plausibile ricostruzione difensiva, secondo cui

l’imputato si era recato presso il garage di un’abitazione in disuso al solo fine di visionare
una “Fiat 600” ivi riposta e per l’acquisto della quale il padre dello stesso Carillo aveva
intavolato trattative, tanto da attendere

in loco

l’arrivo di un sedicente amico del

proprietario (tesi sostanzialmente riscontrata dallo stesso intestatario • della vettura, che
aveva riferito di non occupare da tempo l’immobile e di avere incaricato una persona di
fiducra affinché provvedesse a controlli periodici del sito);
– dovuto ritenere il furto, in subordine, solo tentato, non essendosi perfezionati né la
sottrazione del bene né l’autonomo impossessamento dello stesso da parte dei presunti
autori della condotta;
– dovuto escludere la ravvisabilità di un furto in abitazione o relative pertinenze,
trattandosi di un luogo in totale abbandono;
– omesso di valutare la configurabilità della causa di esclusione della punibilità di cui
all’art. 131-bis cod. pen., anche in ragione del modestissimo valore della vettura de qua.
Il ricorso appare inammissibile, per manifesta infondatezza dei motivi di doglianza.
La prima censura attiene a profili di merito, non ulteriormente sindacabili in sede di
giudizio di legittimità. In ogni caso, la p.g. accertò che la presunta auto d’epoca oggetto
di trattative era stata già prelevata dal

garage,

per accedere nel quale era stato

necessaria l’effrazione di un asse posto a chiusura, trasportata all’aperto ed agganciata
con un traino ad altra autovettura, il tutto in assenza del proprietario (che escluse di
avere avuto l’intenzione di venderla) o di intermediari di sorta (neppure indicati dagli
interéssati e mai giunti sul posto). Le attività come sopra descritte, svolte senza alcuna
possibilità di controllo o vigilanza da parte degli aventi diritto, escludevano poi la
configurabilità di un mero tentativo.
Dalla stessa ricostruzione difensiva, inoltre, emerge come il luogo ove il furto venne
commesso fosse ancora, pur saltuariamente, destinato allo svolgimento di atti di vita
privata (non foss’altro mediante il periodico controllo affidato dal proprietario a soggetti
di fiducia): il garage, pertanto, manteneva la caratteristica di pertinenza di un sito da
qualificare come privata dimora, certamente non in condizione di totale abbandono.

qualificato ex art. 624-bis cod. pen.

Quanto infine alla invocata, particolare tenuità del fatto, sono già i limiti edittali di
pena previsti per l’ipotesi in rubrica (oltre alla valutazione di oggettiva gravità
dell’addebito, desumibile dalla indicazione di una pena base non ancorata ai minimi) ad
escludere l’operatività dell’istituto.
Ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., segue la condanna del ricorrente al pagamento
delle spese del procedimento, nonché – ravvisandosi profili di colpa nella determinazione
della causa di inammissibilità, in quanto riconducibile alla sua volontà (v. Corte Cost.,
sent. n. 186 del 13/06/2000) – al versamento in favore della Cassa delle Ammende della

P. Q. M.

Dichiara inammissibile il ricorso, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di C 2.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 07/03/2018.

somma di C 2.000,00, così equitativamente stabilita in ragione dei motivi dedotti.

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