Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37852 del 05/07/2018


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 37852 Anno 2018
Presidente: FUMU GIACOMO
Relatore: MONTAGNI ANDREA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
CANTARELLA SALVATORE nato a ACIREALE il 01/07/1975

avverso l’ordinanza del 01/03/2018 del TRIB. LIBERTA’ di CATANIA

udita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA MONTAGNI;
sentite le conclusioni del PG MARIA GIUSEPPINA FODARONI
che ha chiesto dichiararsi l’inammissibilita’ del ricorso.

Data Udienza: 05/07/2018

RITENUTO IN FATTO

1. Il Tribunale di Catania, con l’ordinanza indicata in epigrafe, decidendo sul
riesame avverso l’ordinanza applicativa della custodia cautelare in cercare nei
confronti di Cantarella Salvatore, resa dal G.i.p. del Tribunale di Catania il
16.02.2018, in sostituzione della estrema misura, ha applicato nei confronti del
prevenuto la misura degli arresti donniciliari.

reato, con riguardo alla detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti del
tipo marijuana e cocaina, in favore di soggetti minorenni. Il Tribunale evidenziava
che pure in assenza di narcotest, la natura drogante delle sostanze emergeva dalle
stesse dichiarazioni del prevenuto, relative all’uso personale della droga corroborate
dalla certificazione attestante lo stato di dipendenza tossicologica del giovane.
Nel provvedimento si osserva che pure deve ritenersi sussistente la
circostanza aggravante di cui all’art. 80, comma 1, lett. g), d.P.R. n. 309/1990,
posto che Cantarella era stato osservato dai verbalizzanti mentre si trovava,
durante l’orario della ricreazione, davanti al cancello di un istituto scolastico,
attorniato da un gruppetto di ragazzi, gruppo che si era dileguato alla vista degli
agenti. Il Tribunale valorizzava altresì l’esito della successiva perquisizione
personale, che aveva condotto al rinvenimento di tre confezioni di presumibile
marijuana, per un totale di 18 grammi e di un ulteriore involucro, occultato in una
scarpa, contenente sostanza dalle caratteristiche tipiche della cocaina.
Sulla scorta di tali rilievi il Collegio escludeva la riconducibilità del fatto
nell’ambito della fattispecie di lieve entità.
Sul versante cautelare, il Tribunale osservava la sussistenza di un intenso
pericolo di recidiva, tenuto conto del carattere non occasionale della condotta,
rivolta a soggetti di giovane età e del precedente specifico di cui risulta gravato il
prevenuto.

2. Avverso la richiamata ordinanza ha proposto ricorso per cassazione
Cantarella Salvatore, a mezzo del difensore.
Con il primo motivo viene dedotta l’apparenza della motivazione e la
violazione dell’art. 73, d.P.R. n. 309/1990. Dopo aver richiamato le circostanze di
fatto conducenti all’arresto in flagranza del prevenuto, nel ricorso si sottolinea che
non è stata accertata la natura delle sostanze in sequestro. Sul punto, il deducente
osserva che il Tribunale del riesame ha inammissibilmente valorizzato le
dichiarazioni dello stesso indagato, circa l’uso personale delle sostanze e la
condizione di tossicodipendente. Rileva che la suprema Corte ha affermato che per

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Il Collegio rilevava che a carico del Cantarella emergevano gravi indizi di

valutare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, per l’emissione di misure
cautelari deve essere presente almeno l’esito del narcotest.
Con il secondo motivo la parte contesta la ritenuta configurabilità delle
circostanze aggravanti di cui all’art. 80, lett. a) e g), d.P.R. n. 309/1990.
Al riguardo, l’esponente osserva che i Carabinieri non hanno riferito di aver
visto alcuna consegna da parte del Cantarella nei confronti dei soggetti che si
trovavano in sua compagnia, avanti al cancello di un istituto scolastico. Rileva

Nel ricorso si rileva altresì che il Tribunale ha ritenuto che Cantarella stesse
offrendo sostanza stupefacente ai ragazzi in prossimità di una scuola, sulla base di
mere presunzioni. Rileva che il tenore dell’art. 80, comam1, lett. g), cit., non
consente interpretazioni estensive.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso impone i rilievi che seguono.

2. La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che, in tema di traffico di
sostanze stupefacenti, durante le indagini preliminari ed ai fini della valutazione dei
gravi indizi di colpevolezza necessari per l’applicazione di una misura cautelare, non
occorre una formale perizia sulla qualità della sostanza, essendo sufficiente allo
scopo il narcotest eseguito dalla sezione narcotici della polizia (Sez. 4, Sentenza n.
22652 del 04/04/2017, Rv. 270486).
In argomento, si è chiarito che ai fini della convalida dell’arresto in flagranza
per il reato di detenzione di stupefacente non è neppure necessario il preventivo
esame del narcotest; e che detto esame è invece indispensabile per qualificare la
gravità indiziaria, ai fini dell’emissione della misura cautelare (Sez. 4, n. 3380 del
15/12/2009, dep. 26/01/2010, Tomassini, Rv. 24641701). Con la decisione ora
citata, si è in particolare evidenziato che i dati di natura inferenziale, quali le
generiche caratteristiche della sostanza osservate dai verbalizzanti, la suddivisione
in dosi, la personalità del reo lumeggiata dai precedenti penali o altro, sono
evenienze che possono essere ritenute sufficienti per ravvisare gli estremi del reato
di cui all’art. 73, d.P.R. n. 309/1990, ai fini della convalida dell’arresto; con la
precisazione che detti elementi non consento di comporre una quadro indiziario
utile a fini cautelari, ai sensi dell’art. 273, comma 1, cod. proc. pen.
2.1. Applicando al caso di specie i richiamati principi di diritto, che il Collegio
condivide riafferma, deve osservarsi che sia il provvedimento cautelare genetico
che l’ordinanza oggi ricorsa, risultano vulnerati dalla dedotta carenza motivazionale.
I giudici della cautela hanno infatti chiarito che le sostanze in sequestro non erano
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inoltre che non è stato accertato che si trattasse di soggetti minorenni.

state oggetto di alcun esame, neppure mediante narcotest, per indisponibilità del
relativo strumentario. Conseguentemente, le argomentazioni pure espresse dal
Tribunale circa la natura delle sostanze – sulla base delle dichiarazioni dell’indagato
ovvero della condizione di tossicodipendenza del medesimo prevenuto – non
valgono altrimenti a comare l’evidenziata lacuna, che vulnera insanabilmente il
quadro indiziario di riferimento, rispetto alle condizioni di applicabilità delle misure

3. Si impone, per quanto detto, l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza
impugnata e del provvedimento cautelare genetico reso dal G.i.p. del Tribunale di
Catania in data 16.02.2018 nei confronti di Cantarella Salvatore. Come chiarito,
infatti, allo stato non residua un margine di utile rivalutazione del compendio
indiziario in sede di merito, a fini cautelari, in difetto di acquisizioni tecniche sulla
natura delle sostanze in sequestro. Viene disposta l’immediata liberazione di
Cantarella Salvatore, se non ristretto per altra causa. Resta assorbito ogni ulteriore
tema di doglianza. La Cancelleria è demandata per le comunicazioni ex art. 626
cod. proc. pen.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata ed il provvedimento cautelare genetico
reso dal G.i.p. del Tribunale di Catania in data 16 febbraio 2018 nei confronti di
Cantarella Salvatore, del quale ordina l’immediata liberazione, se non ristretto per
altra causa.
Si provveda ai sensi dell’art. 626 cpp
Così deciso il 5 luglio 2018.

cautelarì, come indicate dal diritto vivente.

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