Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 378 del 29/09/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 378 Anno 2018
Presidente: TARDIO ANGELA
Relatore: ESPOSITO ALDO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
D’IPPOLITO ANTONIO nato il 07/03/1969 a ORIA

avverso la sentenza del 15/04/2016 della CORTE APPELLO di LECCE
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ALDO ESPOSITO;

Data Udienza: 29/09/2017

RILEVATO IN FATTO

Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte d’appello di Lecce, in riforma
della sentenza del Tribunale di Brindisi del 05/05/2015, ha dichiarato non doversi
procedere nei confronti di D’Ippolito Antonio in ordine al reato di cui all’art. 648
cod. pen. e ha confermato la condanna alla pena di mesi sei di reclusione ed
euro millecinquecento di multa in ordine al reato di cui all’art. 7 L. n. 895 del
1967.

Cassazioney per vizio di motivazione in considerazione dell’omesso accertamento
della funzionalità dell’arma.
Coi motivi aggiunti la difesa ribadisce le proprie argomentazioni articolate
nel ricorso e invoca l’applicazione della causa di non punibilità prevista dall’art.
131 bis cod. pen..

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è fondato su motivi non proponibili in sede di legittimità.
Le contestazioni in ordine alla funzionalità dell’arma non sono mai state
formulate con l’atto d’appello e sono state proposte per la prima volta nella
presente sede di legittimità, in violazione del principio di devoluzione di cui
all’art. 597, comma 1, cod. proc. pen..
La richiesta di cui ai motivi aggiunti poteva essere formulata già in sede
d’appello, per cui essa deve ritenersi presentata tardivamente.
Per queste ragioni, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la
conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e,
non ricorrendo ipotesi di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle
ammende, determinabile in 2.000,00 euro, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen..

P. Q. M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di duemila euro alla Cassa delle
Ammende.
Così deciso in Roma il 29 settembre 2017.

Il Consigliere estensore

sito

Il Presidente
An gela Tardio

Avverso tale sentenza il D’Ippolito, a mezzo del suo difensore, ricorre per

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA