Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37772 del 14/05/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 37772 Anno 2015
Presidente: ROTUNDO VINCENZO
Relatore: DI SALVO EMANUELE

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
TROISE ANNAMARIA N. IL 12/06/1967
avverso la sentenza n. 8315/2010 CORTE APPELLO di NAPOLI, del
19/06/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. EMANUELE DI
SALVO;

Data Udienza: 14/05/2015

OSSERVA
Troise Annamaria ricorre per cassazione avverso la sentenza indicata in epigrafe,
deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla responsabilità per
il reato di cui all’art. 385 cp , in quanto ella era stata costretta a recarsi in ospedale,
a causa di un malore.
Il ricorso è basato su motivi che non rientrano nel numerus clausus delle censure
ricostruzione del fatto riservati alla cognizione del giudice di merito ,le cui
determinazioni, al riguardo, sono insindacabili in cassazione ove siano sorrette da
motivazione congrua, esauriente ed idonea a dar conto dell’iter logico-giuridico
seguito dal giudicante e delle ragioni del decisum. Nel caso di specie,
dalle cadenze motivazionali della sentenza d’appello è enucleabile una ricostruzione
dei fatti precisa e circostanziata, essendo pervenuti i giudici di secondo grado alla
riforma della sentenza di prime cure , in punto di responsabilità, attraverso una
disamina completa ed approfondita delle risultanze processuali , in nessun modo
censurabile, sotto il profilo della razionalità ,e sulla base di apprezzamenti di fatto
non qualificabili in termini di contraddittorietà o di manifesta illogicità e perciò
insindacabili in questa sede, come si desume dalle considerazioni formulate, alle
pagine 2-3 della sentenza gravata, dal giudice a quo, il quale ha evidenziato che la
diagnosi formulata dai medici non offre la prova di un malore effettivo , che non è
stato accertato ma soltanto riferito dalla stessa Troise (“riferita colica”) e che
comunque non era tale da impedire all’imputata di avvertire la polizia giudiziaria.
Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile, a norma dell’art 606 co 3 cpp , con
conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della
somma di euro mille , determinata secondo equità , in favore della Cassa delle
ammende.
PQM
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro mille in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma , all ‘udienza del 14-5-2015.

deducibili in sede di legittimità, investendo profili di valutazione della prova e di

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