Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37713 del 19/06/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 37713 Anno 2018
Presidente: TRONCI ANDREA
Relatore: BASSI ALESSANDRA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
TOTARO SALVATORE nato a NAPOLI il 01/09/1979

avverso la sentenza del 20/06/2017 della CORTE APPELLO di TRIESTE
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRA BASSI;

Data Udienza: 19/06/2018

MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Salvatore Totaro ricorre avverso il provvedimento in epigrafe, con il quale la Corte d’appello
di Trieste ha confermato l’appellata sentenza del Tribunale di Trieste, con cui egli è stato
condannato alla pena di legge per il reato di oltraggio a p.u. Il ricorrente eccepisce, con il
primo ed il secondo motivo, la violazione di legge penale ed il vizio di motivazione in relazione
alla ritenuta integrazione del reato, sotto entrambi i profili oggettivo e soggettivo.
2. Il ricorso è inammissibile.

puntuali risposte fornite dalla Corte territoriale, il che costituisce causa d’inammissibilità del
ricorso (Sez. 6, n. 20377 del 11/03/2009, Arnone e altri, Rv. 243838).
4. D’altra parte, la Corte territoriale ha bene argomentato, con considerazioni aderenti alle
emergenze dell’incartamento processuale, lineari e conformi a logica – pertanto incensurabili
nella sede di legittimità -, le ragioni per le quali abbia ritenuto integrato il reato, ritenendo
provato che l’imputato inveisse il vigile urbano con male parole (“vaffanculo”) a causa delle
funzioni che questi stava svolgendo, con coscienza e volontà dell’offesa ed in presenza di più
persone (v. pagine 4 – 6 della sentenza).
4.1. A fronte della precisione, completezza e intima coerenza dell’iter argomentativo sviluppato
dal Giudice del gravame in sentenza, il ricorso si risolve nella sollecitazione di una diversa
valutazione su aspetti squisitamente di merito, non consentita in questa Sede, dovendo la
Corte di legittimità limitarsi a verificare la completezza e l’insussistenza di vizi logici ictu ()culi
percepibili, senza possibilità di valutare la rispondenza della motivazione alle acquisizioni
processuali (ex plurimis Sez. U, n. 47289 del 24/09/2003, Petrella, Rv. 226074).
5. Dalla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue, a norma dell’art. 616 c.p.p., la
condanna del ricorrente, oltre che al pagamento delle spese del procedimento, anche a versare
una somma, che si ritiene congruo determinare in 3.000,00 euro.

P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Così deciso il 19 giugno 2018

3. Il ricorrente ripropone i medesimi argomenti già dedotti in appello senza confrontarsi con le

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