Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37711 del 19/06/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 37711 Anno 2018
Presidente: TRONCI ANDREA
Relatore: BASSI ALESSANDRA

Data Udienza: 19/06/2018

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
SAINATO ROBERTO nato a LOCRI il 21/01/1979
avverso la sentenza del 21/09/2017 della CORTE APPELLO di REGGIO CALABRIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRA BASSI;

C-4(

MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Roberto Sainato ricorre avverso il provvedimento in epigrafe, con il quale la Corte d’appello
di Reggio Calabria ha confermato l’appellata sentenza del Tribunale di Locri, con cui egli è stato
condannato alla pena di legge per il reato di evasione dalla detenzione domiciliare. Il ricorrente
eccepisce, con il primo motivo, la violazione di legge penale e processuale ed il vizio di
motivazione in relazione all’art. 47 c.p., per avere la Corte ritenuto integrato il reato
nonostante la mancanza di prova dell’elemento soggettivo, giusta il convincimento

motivo, la violazione di legge penale e processuale ed il vizio di motivazione in relazione alla
denegata applicazione dell’art. 62-bis c.p.
2. Il ricorso è inammissibile.
3. Il ricorrente ripropone i medesimi argomenti già dedotti in appello senza confrontarsi con le
puntuali risposte fornite dalla Corte territoriale, il che costituisce causa d’inammissibilità del
ricorso (Sez. 6, n. 20377 del 11/03/2009, Arnone e altri, Rv. 243838).
4. D’altra parte, la Corte territoriale ha bene argomentato, con considerazioni aderenti alle
emergenze dell’incartamento processuale, lineari e conformi a logica – pertanto incensurabili
nella sede di legittimità -, le ragioni per le quali abbia ritenuto integrato il reato anche con
riguardo al dolo (v. pagine 1 – 2 della sentenza).
4.1. A fronte della precisione, completezza e intima coerenza dell’iter argomentativo sviluppato
dal Giudice del gravame in sentenza, il ricorso si risolve nella sollecitazione di una diversa
valutazione su aspetti squisitamente di merito, non consentita in questa Sede, dovendo la
Corte di legittimità limitarsi a verificare la completezza e l’insussistenza di vizi logici ictu ocu/i
percepibili, senza possibilità di valutare la rispondenza della motivazione alle acquisizioni
processuali (ex plurimis Sez. U, n. 47289 del 24/09/2003, Petrella, Rv. 226074).
5. Quanto al secondo motivo, il diniego delle circostanze attenuanti generiche è solidamente
ancorato a ben evidenziati elementi di segno negativo (Sez. 3, n. 19639 del 27/01/2012,
Gallo e altri, Rv. 252900), quali i numerosi precedenti penali (v. pagina 2 della sentenza).
6. Dalla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue, a norma dell’art. 616 c.p.p., la
condanna del ricorrente, oltre che al pagamento delle spese del procedimento, anche a versare
una somma, che si ritiene congruo determinare in 3.000,00 euro.

P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Così deciso il 19 giugno 2018

DEP

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