Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37638 del 27/05/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 3 Num. 37638 Anno 2015
Presidente: SQUASSONI CLAUDIA
Relatore: ANDRONIO ALESSANDRO MARIA

SENTENZA
sui ricorso proposto da
Donzello Francesco, nato il 2 ottobre 1952
avverso la sentenza della Corte d’appello di Catania del 13 dicembre 2013;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Alessandro M. Andronío;
udito il pubblico ministero, in persona del sostituto procuratore generale
Eugenio Selvaggi, che ha concluso per l’annullamento senza rinvio della sentenza
impugnata.

Data Udienza: 27/05/2015

RITENUTO IN FATTO
1. – Con sentenza dei 13 dicembre 2013, la Corte d’appello di Catania ha
confermato la sentenza del Tribunale di Modica del 10 dicembre 2012, con la quale
l’imputato era stato condannato, per il reato di cui all’art. 10 ter del decreto legislativo
n. 74 del 2000, per avere omesso di versare l’Iva dovuta in base alla dichiarazione
annuale relativa al 2006, per l’importo complessivo di euro 55.061,00.
2. – Avverso la sentenza l’imputato ha proposto, tramite il difensore, ricorso

costituzionale n. 80 del 2014 e chiedendo conseguentemente l’annullamento senza
rinvio della sentenza impugnata.
CONSIDERATO IN DIRITTO
3. – Il ricorso è fondato.
La Corte costituzionale, con sentenza 7-8 aprile 2014, n. 80 (Gazz. Uff. 16
aprile 2014, n. 17 – Prima serie speciale), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale
dell’art. 10-ter del d.lgs. n. 74 del 2000, nella parte in cui, con riferimento ai fatti
commessi sino al 17 settembre 2011, punisce l’omesso versamento dell’imposta sul
valore aggiunto, dovuta in base alla relativa dichiarazione annuale, per importi non
superiori, per ciascun periodo di imposta, ad euro 103.291,38.
Poiché la contestazione mossa all’imputato nel caso di specie riguarda un
omesso versamento IVA di importo ampiamente inferiore (euro 55.061,00) a quello
sopra indicato e relativo al periodo 2006 (dunque, precedente al settembre 2011),
l’impugnata sentenza deve essere annullata senza rinvio per insussistenza del fatto;
formula da preferirsi a quella «perché il fatto non è previsto dalla legge come reato».
Ed invero, quest’ultima formula va adottata là dove il fatto non corrisponda ad una
fattispecie incriminatrice in ragione o di un’assenza di previsione normativa o di una
successiva abrogazione della norma o di un’intervenuta dichiarazione (integrale e non
parziale, come nel caso di specie) d’incostituzionalità; la formula «il fatto non
sussiste» va invece adottata quando difetti un elemento costitutivo del reato, come
nel caso in esame, in cui manca il superamento della soglia di punibilità (sez. 3, 26
giugno 2014, n. 36859, rv. 260187; sez. 3, 12 febbraio 2008, n. 13810, rv. 239949).
P.Q. M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste.
Così deciso in Roma, il 27 maggio 2015.

per cassazione, richiamando, con unico motivo di doglianza, la sentenza della Corte

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA