Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37633 del 30/05/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 37633 Anno 2018
Presidente: CAPOZZI ANGELO
Relatore: CALVANESE ERSILIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
VRETENAR ROBERTO nato a TRIESTE il 21/01/1971

avverso la sentenza del 24/10/2017 della CORTE APPELLO di TRIESTE
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere ERSILIA CALVANESE;

Data Udienza: 30/05/2018

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

1. La CORTE APPELLO di TRIESTE, con sentenza in data 24/10/2017,
confermava la condanna alla pena ritenuta di giustizia pronunciata dal
TRIBUNALE di TRIESTE, in data 17/11/2014, nei confronti di VRETENAR
ROBERTO in relazione al reato di cui all’art. 341-bis cod. pen.
Propone ricorso per cassazione l’imputato, deducendo i motivi, di seguito
enunciati nei limiti di cui all’art. 173, disp. att. cod. proc. pen.: violazione di

dell’imputato, per la mancanza del presupposto legale della “presenza di più
persone” (vi erano passanti che andavano e venivano e non sarebbe stata
accertata la possibilità che gli stessi avessero udito le parole profferite) e
difettando la contestualità tra offesa e compimento dell’atto (le parole furono
profferite dopo le operazioni del p.u.).

2. Il ricorso è inammissibile.
Il ricorrente articola censure manifestamente infondate e di precluso merito
in ordine all’apprezzamento delle risultanze processuali (per tutte, tra le tante,
Sez. 6, n. 47204 del 07/10/2015, Musso, Rv. 265482).
Quel che è sufficiente, ai fini della configurabilità del reato di oltraggio di cui
all’art. 341-bis cod. pen., è che le espressioni offensive rivolte al pubblico
ufficiale possano essere udite dai presenti, poiché già questa potenzialità
costituisce un aggravio psicologico che può compromettere la sua prestazione,
disturbandolo mentre compie un atto del suo ufficio, facendogli avvertire
condizioni avverse, per lui e per la P.A. di cui fa parte, e ulteriori rispetto a quelle
ordinarie (per tutte, Sez. 6, n. 19010 del 28/03/2017, Trombetta, Rv. 269828).
Situazione questa accertata dai giudici di merito.
Quanto al secondo profilo, il ricorrente incentra la critica su una alternativa
lettura delle evidenze processuali, posto che i giudici di merito hanno accertato
che i comportamenti oltraggiosi furono posti in essere dall’imputato all’atto della
sottoscrizione — che rifiutava – del verbale di violazione del codice della strada
(quindi ad operazione dei p.u. ancora in corso).

3. Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali, nonché, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen.
valutati i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità
emergenti dal ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento della
somma, che si ritiene equa, di euro tremila a favore della cassa delle ammende.

2

legge e vizio di motivazione con riferimento alla ritenuta responsabilità

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro tremila alla cassa delle ammende.

Così deciso il 30105/2018.

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