Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37528 del 24/05/2018


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 37528 Anno 2018
Presidente: DAVIGO PIERCAMILLO
Relatore: VERGA GIOVANNA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROCACCINI ALESSANDRA N. IL 04/12/1978
avverso la sentenza n. 1101/2014 CORTE APPELLO di ANCONA, del
09/04/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 24/05/2018 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. GIOVANNA VERGA
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Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
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che ha concluso per

Udito, per la parte civile, l’Avv
Uditi difensor Avv.

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7

(71 `-‘)<=1Data Udienza: 24/05/2018MOTIVI DELLA DECISIONE•Ricorre per Cassazione PROCACCINI Alessandra avverso la sentenza della Corte d'Appello di Ancona che il 1° febbraio 2016 ha confermato la sentenza del Tribunale di Pesaro che il 9.4.2014 l'aveva condannata per il delitto di appropriazione indebita aggravata ex art. 61 n. 11 c.p. in danno del querelante Tinti Adriano, costituitosi parte civile. Lamenta la ricorrente il mancato differimento da parte del primo giudicemanifestato l'intenzione di sottoporsi ad esame al fine di confutare le dichiarazioni della parte civile. Il ricorso è inammissibile perché aspecifico per mancato confronto argomentativo con la decisione della Corte Territoriale che ha ritenuto corretto il mancato differimento dell'udienza perché l'impedimento non era stato prontamente comunicato e l'istruttoria dibattimentale era stata completata. Secondo la più recente giurisprudenza di questa Corte ( N. 5845 del 2014 Rv. 258559, N. 40199 del 2014 Rv. 260724; n. 12224 del 2016 Rv. 266437) in tema di legittimo impedimento a comparire, sussiste a carico dell'imputato l'onere di tempestiva comunicazione della sua concomitante citazione per altro processo dinanzi a diversa autorità giudiziaria, così da consentire al giudice di effettuare gli accertamenti necessari e di organizzare l'eventuale rinvio della propria udienza senza disagi per le altre parti coinvolte, in coerenza con i principi costituzionali di ragionevole durata dei processi ed efficienza della giurisdizione. Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso segue la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende di una somma che, alla luce dei principi affermati dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 186 del 2000, sussistendo profili di colpa, si stima equo determinare in euro 2.000,00 . P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di € 2.000,00 a favore della Cassa delle ammende. Così deliberato in Roma il 24.5.2018. Sentenza a motivazione semplificata Il Consigliere estensore Giovanna VERGAIl Presidente Pierca llo DAVIGOdell'udienza nonostante il legittimo impedimento dell'imputata che aveva

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