Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37501 del 22/02/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 37501 Anno 2018
Presidente: NOVIK ADET TONI
Relatore: MANCUSO LUIGI FABRIZIO

O RDI NANZA
sul ricorso proposto da:
CATALANO GIANFRANCO nato il 05/02/1986 a BARI

avverso la sentenza del 11/05/2017 del GIUDICE UDIENZA PRELIMINARE di
TRANI
dato avviso a le parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere LUIGI FABRIZIO MANCUSO;

Data Udienza: 22/02/2018

RITENUTO IN FATTO

Con sentenza del 11.5.2017, il Tribunale di Trapani, su accordo delle parti
ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., applicava nei confronti di Catalano
Gianfranco la pena di mesi 10 di reclusione ed euro 1.400,00 di multa, in ordine
al reato ex art. 81, 110 cod. pen., 2,4,7, I. 895/67, 687 cod. pen.
Il difensore dell’imputato ha proposto ricorso per cassazione, deducendo

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è manifestamente infondato.
Il reato risulta correttamente qualificato.
Nella motivazione della sentenza di patteggiamento, il richiamo all’art.
129 cod. proc. pen. è sufficiente a far ritenere che il giudice abbia verificato ed
escluso la presenza di cause di proscioglimento, non occorrendo ulteriori e più
analitiche disamine al riguardo (Sez. 6, n. 15927 del 01/04/2015 – dep.
16/04/2015, Benedetti, Rv. 263082). La sentenza impugnata risulta pienamente
rispettosa del citato principio, nonché del più generale obbligo di motivazione
semplificata gravante sul giudice del patteggiamento, il quale, nel caso di specie,
ha fondato la condanna: sulla comunicazione di notizia di reato, sul verbale di
arresto, sul verbale di perquisizione e sequestro, sugli accertamenti tecnicobalistici, sugli altri risultati delle indagini preliminari.
Ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., la parte ricorrente deve essere
condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma
di euro 2.000,00 alla Cassa delle ammende, non essendo dato escludere – alla
stregua del principio di diritto affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza
n. 186 del 2000 – la sussistenza dell’ipotesi della colpa nella proposizione
dell’impugnazione.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di euro 2.000,00 alla Cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma il 22 febbraio 2018

violazione di legge e difetto di motivazione in relazione all’art. 129 cod. pen.

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