Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37443 del 10/04/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 37443 Anno 2015
Presidente: SQUASSONI CLAUDIA
Relatore: ACETO ALDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MACANOVIC NIKOLA N. IL 16/07/1973
avverso la sentenza n. 2386/2013 CORTE APPELLO di BARI, del
18/03/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ALDO ACETO;

Data Udienza: 10/04/2015

RGN 44536/2014

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

1.Con la sentenza in epigrafe indicata la Corte di appello di Bari ha
condannato il sig. Makanovic Nikola alla pena di quattro anni di reclusione ed C
14.000,00 di multa, rideterminando, mediante la concessione delle circostanze
attenuanti generiche negate in primo grado, la maggior pena inflitta, all’esito di
giudizio abbreviato, dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di quella
stessa città per il reato di cui all’art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309,

complessivi di gr. 1015,00 di sostanza stupefacente del tipo eroina)

2. Propone ricorso per cassazione l’imputato eccependo, per il tramite del
proprio difensore di fiducia, violazione di norma processuale ai sensi dell’art.
606, lett c), cod. proc. pen., e vizio di motivazione ai sensi dell’art. 606, lett. e),
cod. proc. pen., in relazione all’omesso esercizio del doveroso controllo
dell’esistenza dì eventuali cause di non punibilità ai sensi dell’art. 129, cod. proc.
pen,.

3.11 ricorso è inammissibile perché del tutto generico e proposto per motivi
diversi da quelli consentiti dalla legge .
Sulla premessa che il ricorrente aveva rinunciato a tutti i motivi di appello,
insistendo per la sola concessione delle circostanze generiche (puntualmente
riconosciute), osserva il Collegio che: a) l’art. 129, cod. proc. pen., non è norma
la cui inosservanza è stabilita a pena di nullità, inutilizzabilità, inammissibilità o
decadenza; b) non assolve all’onere di specificità dei motivi di ricorso
l’impugnazione nella quale sia stata lamentata la mancata verifica o comunque
l’omissione di motivazione in ordine alla sussistenza di cause di non punibilità,
ove la censura non sia accompagnata dalla indicazione specifica delle ragioni che
avrebbero dovuto imporre al giudice l’assoluzione o il proscioglimento ai sensi
dell’art. 129 cod. proc. pen. (Sez. 3, n. 19442 del 19/03/2014, Ferrante, Rv.
259418).

4.Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue, ex art. 616 cod.
proc. pen., non potendosi escludere che essa sia ascrivibile a colpa del ricorrente
(C. Cost. sent. 7-13 giugno 2000, n. 186), l’onere delle spese del procedimento
nonché del versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che
si fissa equitativamente, in ragione dei motivi dedotti, nella misura di C 1000,00.

commesso il 14/10/2012 (detenzione, per uso non esclusivamente personale, di

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di C 1.000,00 in favore della Cassa delle
Ammende.

Così deciso il 10/04/2015

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