Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37427 del 17/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 37427 Anno 2015
Presidente: SQUASSONI CLAUDIA
Relatore: GRILLO RENATO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
PETRUCCI ROBERTO N. IL 01/01/1959
avverso la sentenza n. 9657/2008 CORTE APPELLO di ROMA, del
20/02/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. RENATO GRILLO;

Data Udienza: 17/10/2014

Ritenuto:
-che con la sentenza in epigrafe segnata la Corte di Appello di Roma ha
confermato il decisum di prime cure, con il quale Roberto Petrucci era
stato riconosciuto responsabile del reato di cui all’art. 349 cod.pen.,
perché, nominato custode di un immobile, sito in via Vascarelle n. 31 di
P.G. il 23/9/2005, realizzando la copertura del tetto; con condanna
dell’imutato alla pena di mesi 6 di reclusione ed euro 103,00 di multa;
-che il Petrucci, unitamente al proprio difensore, ha proposto ricorso per
cassazione, eccependo la nullità della gravata decisione perché redatta a
mano e con grafia illeggibile; di poi, la Corte territoriale ha omesso di
accertare gli elementi di fatto e di diritto integranti il reato contestato,
illustrando in modo saltuario l’iter logico che li ha portati ad affermare la
responsabilità dell’imputato; è evidente la inosservanza e l’erronea
applicazione dell’art. 54 cod.pen.;
-che il vaglio di legittimità, a cui è stata sottoposta l’impugnata pronuncia,
consente di rilevare la logicità e la correttezza della argomentazione
motivazionale, adottata dal decidente, in ordine alla ritenuta sussistenza
del delitto rubricato e alla ascrivibilità di esso in capo al prevenuto;
-che il primo motivo di annullamento è del tutto destituito di
fondamento, in quanto la sentenza, pur essendo scritta a mano, non si
palesa assolutamente illegibile o incomprensibile;
-che, del pari, manifestamente infondata è la seconda censura, rilevato
che la Corte distrettuale, a seguito di una compiuta disamina delle
emergenze istruttorie, puntualmente richiamate ( in particolare
deposizione teste Paolo Fabio Borelli; foto in atti ) ha evidenziato come
sia emerso che l’imputato fu sorpreso a realizzare la copertura del tetto
con listelli di legno dell’immobile di cui era stato nominato custode;

Albano Laziale, oggetto di sequestro, aveva violato i sigilli apposti dalla

-che del tutto inconferente è il richiamo all’art. 54 cod.pen., anche per la
genericità e l’inconsistenza delle ragioni dedotte a sostegno della
doglianza;
-che il ricorso va dichiarato inammissibile con le conseguenze di legge;

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle
Ammende della somma di euro 1.000,00.
Così deciso in Roma 17/10/2014.

P. Q. M.

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