Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37407 del 17/10/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 37407 Anno 2015
Presidente: SQUASSONI CLAUDIA
Relatore: GRILLO RENATO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
DIOP OMAR N. IL 16/07/1972
avverso la sentenza n. 1378/2013 CORTE APPELLO di GENOVA, del
25/11/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. RENATO GRILLO;

Data Udienza: 17/10/2014

Ritenuto:
-che con la sentenza in epigrafe segnata la Corte di Appello di Genova, in
parziale riforma del decisum di prime cure, con il quale Omar Diop era
stato riconosciuto responsabile dei reati di cui agli artt. 648, per avere
ricevuto, al fine di trarne profitto, n. 13 capi di abbigliamento e accessori
per la vendita i predetti capi di abbigliamento; di cui all’art. 171 ter co. 1
lett. c) L. 633/41, per avere posto in commercio o comunque detenuto
per la vendita 59 CD e DVD illegalmente riprodotti, ha concesso
all’imputato i doppi benefici di legge ed ha sostituito la pena detentiva
inflitta dal Tribunale con la libertà controllata per la durata di mesi 14;
-che la difesa del Diop ha proposto ricorso per cassazione, eccependo la
erronea applicazione dell’art. 648 cod.pen. in quanto il delitto di
ricettazione resta assorbito da quello ex art. 474 cod.pen.; inoltre, ha
errato il giudice di merito nel non escludere l’aggravante prevista dall’art.
61 n. 11 bis, visto che tale norma è stata dichiarata incostituzionale con
sentenza n. 249/2010 della Corte Costituzionale;
-che il vaglio di legittimità, a cui è stata sottoposta l’impugnata pronuncia
consente di rilevare la logicità e la correttezza della argomentazione
motivazionale, adottata dal decidente, in ordine alla ritenuta sussistenza
dei reati rubricati e alla ascrivibilità di essi in capo ai prevenuti;
-che il primo motivo di annullamento è manifestamente infondato,
perché il delitto di ricettazione e quello di commercio di prodotti con
segni falsi possono concorrere, atteso che le fattispecie incriminatrici
descrivono condotte diverse sotto il profilo strutturale e cronologico, tra
le quali non può configurarsi un rapporto di specialità, e che non risulta
dal sistema una diversa volontà espressa del legislatore ( ex multis Cass.
4/3/2008, n. 12452);

con il marchio contraffatto; di cui all’art. 474 cod.pen. per avere detenuto

-che, del pari, non può trovare ingresso la seconda censura, in quanto i
giudici di merito non hanno considerato l’aggravante contestata, ex art.61
n. 11 bis cod.pen. in capo di imputazione;
-che il ricorso va dichiarato inammissibile con le conseguenze di legge;

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle
Ammende della somma di euro 1.000,00.
Così deciso in Roma il 17/10/2014.

P. Q. M.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA