Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37394 del 12/05/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 37394 Anno 2018
Presidente: NOVIK ADET TONI
Relatore: TARDIO ANGELA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
KALED SALH N. IL 10/02/1979
7

avverso l’ordinanza n. 70/2016 TRIBUNALE di LA SPEZIA, del
30/06/2016
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANGELA TARDIO;

Data Udienza: 12/05/2017

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza del 30 giugno 2016 il Tribunale di La Spezia ha rigettato
l’istanza proposta nell’interesse di Salh Kaled, volta alla sospensione della
sentenza del 12 giugno 2014 dello stesso Ufficio, ritenendo che il titolo esecutivo
si era validamente e correttamente formato.
2. Avverso detta ordinanza ha proposto ricorso per cassazione, con atto
personale, l’interessato Salh Kaled, che ne ha chiesto l’annullamento sulla base

proc. pen., errata applicazione della legge penale con riferimento all’art. 670 cod.
proc. pen. e mancanza di motivazione con riferimento alle deduzioni difensive.
3. In esito al preliminare esame presidenziale il ricorso è stato rimesso a
questa sezione per la decisione in camera di consiglio ai sensi degli artt. 591,
comma 1, e 606, comma 3, cod. proc. pen.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1.

La manifesta infondatezza delle censure consegue al rilievo,

correttamente rimarcato nell’ordinanza impugnata, che, in sede di incidente di

esecuzione, l’indagine affidata al giudice attiene alla eseguibilità, e non alla
legittimità, del titolo e che, pertanto, non si estende al rilievo di nullità, anche
assolute, eventualmente verificatesi nel corso del processo di cognizione in epoca
precedente alla data del passaggio in giudicato della decisione.
2.

Nella specie, peraltro, la questione posta, relativa all’avvenuta

dichiarazione di nomina del difensore di fiducia effettuata dal ricorrente in stato
detentivo nelle forme previste dall’art. 123 cod. proc. pen. e agli oneri di
comunicazione, ha già trovato pertinente condivisa risposta nella giurisprudenza
di legittimità, pure motivatamente richiamata nell’ordinanza, alla cui stregua
detta dichiarazione deve essere comunicata dal direttore dell’Istituto
penitenziario soltanto all’Autorità giudiziaria ma non anche al professionista
designato, incombendo tale onere informativo esclusivamente all’imputato, con
la conseguenza che il mancato intervento del difensore fiduciario determinato
dalla negligenza del nominante non può costituire causa di invalidità degli atti
processuali (Sez. 1, n. 23611 del 04/04/2014, Perillo, Rv. 259646).
3. Il ricorso deve essere, pertanto, dichiarato inammissibile.
Segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali,
nonché -valutato il contenuto del ricorso e in mancanza di elementi atti a
escludere la colpa nella determinazione della causa d’inammissibilità- al
versamento della somma, ritenuta congrua, di duemila euro alla cassa delle
ammende.

i

di unico motivo, denunciando, ai sensi dell’art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di duemila euro alla cassa delle
ammende.

Così deciso il 12/05/2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA