Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37255 del 18/07/2018


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 37255 Anno 2018
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: GIANESINI MAURIZIO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
GRECO GAETANO nato a CROTONE il 21/09/1962

avverso la sentenza del 28/09/2017 della CORTE APPELLO di CATANZARO
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere MAURIZIO GIANESINI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore PERLA LORI
che ha conclusp-chiedendo

Il Proc. Gen. conclude per l’annullamento senza rinvio per intervenuta prescrizione.
udito il difensore “.
L’avvocato CAMPANELLA MASSIMO, sost. proc. dell’avvocato BARBUTO GIUSEPPE, si
associa.

Data Udienza: 18/07/2018

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
– ritenuto che il Difensore di GRECO Gaetano ha proposto ricorso per
Cassazione contro la sentenza 28 settembre 2017 con la quale la Corte di
Appello di CATANZARO ha confermato la sentenza di primo grado che aveva
condannato l’imputato alla pena di tre mesi di reclusione per il reato di cui all’art.

– ritenuto che il ricorrente ha dedotto due motivi di ricorso, per violazione di
legge penale sostanziale e vizi di motivazione ex art. 606, comma 1 lett. b ed e
cod. proc. pen. e ha lamentato, con il primo, che la Corte di Appello avesse
travisato il contenuto espositivo della annotazione di servizio della Polizia
giudiziaria dalla quale emergeva in realtà che i verbalizzanti si erano avvicinati
all’imputato non per identificarlo ma per invitarlo ad allontanarsi e, con il
secondo, che fosse stata erroneamente ritenuta la recidiva reiterata e specifica
che in realtà non poteva essere contestata;
– considerato che il ricorso non si presenta come immediatamente affetto da
cause di inammissibilità;
– considerato che il reato ascritto al GRECO è stato consumato il 24 luglio
2008, che la recidiva è stata in realtà già esclusa dal Tribunale di CROTONE che
ha valutato le attenuanti generiche in regime di prevalenza sulla recidiva stessa
e non ha quindi applicato il relativo aumento di pena e che è trascorso, dalla
data suddetta e senza periodi di sospensione utilmente conteggiabili, il termine
prescrizionale massimo di sette anni e sei mesi ex art. 157 e 160, secondo
comma cod. pen., termine che è spirato quindi il 24 gennaio 2016;
– considerato conseguentemente che deve essere pronunciata, ex art. 129,
primo comma cod. proc. pen., immediata declaratoria della suddetta causa di
estinzione del reato tanto più che l’esame degli atti processuali non rende
evidente la necessità o possibilità di pervenire ad una decisione più favorevole
all’imputato per gli effetti di cui all’art. 129, secondo comma cod. proc. pen.;
– considerato infatti che le censure dedotte con il ricorso, anche se fossero
fondate, comporterebbero l’annullamento della sentenza impugnata con rinvio al
Giudice di merito per un nuovo giudizio che si concluderebbe con una analoga
dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione e che sarebbe produttivo
quindi di un indebito protrarsi della conclusione del procedimento;

1

337 cod. pen. commesso il 24 luglio 2008;

P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per
prescrizione.

Così deciso il 18 luglio 2018.

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