Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37210 del 08/07/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 37210 Anno 2015
Presidente: D’ISA CLAUDIO
Relatore: MASSAFRA UMBERTO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
GIANCONTIERI FRANCESCO N. IL 13/06/1952
avverso la sentenza n. 3750/2013 CORTE APPELLO di PALERMO,
del 04/04/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. UMBERTO
MASSAFRA;

Data Udienza: 08/07/2015

Osserva
Ricorre per cassazione il difensore di Giacontieri Francesco avverso la sentenza
emessa in data 4.4.2014 dalla Corte di appello di Palermo che confermava quella in
data 2.11.2012 del Tribunale di Marsala, Sezione di Castelvetrano, con cui il predetto,
era stato condannato alla pena di mesi nove di reclusione ed C 300 di multa per i reati
di lesioni volontarie, minaccia con arma e furto in danno di Scira Domenico (commessi
il 17.5.2004).

degli elementi probatori acquisiti, specie con riferimento alla mancata risposta ai
motivi di appello concernenti la minaccia e il furto; nonché la violazione di legge in
ordine al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche con il contenimento
dell’aumento di pena per la continuazione.
Il ricorso è inammissibile essendo le censure mosse manifestamente infondate e non
consentite nella presente sede.
La descrizione dell’evoluzione dei fatti come esposta dalla persona offesa è rimasta
riscontrata come si legge nella sentenza impugnata dalle dichiarazioni del teste
oculare Calamia presente all’intera scena in cui si attuarono in successione tutti e tre i
reati contestati onde l’attendibilità della p.o. in ordine a tutti i reati non è stata,
correttamente, posta in dubbio.
Non risulta che sia stata prospettata con i motivi di appello alcuna doglianza in tema
di trattamento sanzionatorio ovvero di mancata concessione delle attenuanti
generiche, onde la relativa violazione di legge oggi dedotta è improponibile ai sensi
dell’art. 606 ultimo comma c.p.p..
All’inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende di una somma che, alla
luce dei principi affermati dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 186 del 2000,
sussistendo profili di colpa, si ritiene equo determinare in euro 1.000,00.
P.Q.M.
DICHIARA INAMMISSIBILE IL RICORSO E CONDANNA IL RICORRENTE AL PAGAMENTO DELLE SPESE
PROCESSUALI E AL VERSAMENTO DELLA SOMMA DI MILLE EURO ALLA CASSA DELLE AMMENDE.
COSÌ deciso in Roma, addì 8.7.2015

Deduce la violazione di legge ed il vizio motivazionale in relazione alla valutazione

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