Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37055 del 29/03/2018


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Penale Ord. Sez. 1 Num. 37055 Anno 2018
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: TARDIO ANGELA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da
Girfatti Antonio Franco, nato a Sessa Aurunca il 19/07/1939

avverso l’ordinanza del 27/03/2017 del Tribunale di sorveglianza di Napoli

visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
sentita la relazione svolta dal consigliere Angela Tardio;
lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
generale Marilia di Nardo, che ha chiesto riqualificarsi il ricorso come opposizione
e trasmettersi gli atti al Tribunale di sorveglianza di Napoli.

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha rigettato, con ordinanza del 27
marzo 2017, l’istanza avanzata da Girfatti Antonio Franco volta a ottenere la
riabilitazione delle conseguenze giuridiche della condanna di cui al certificato
penale in atti, ritenendo carente il requisito della buona condotta per non avere
l’istante adempiuto alle obbligazioni civili derivanti dal reato commesso.
2. L’interessato Girfatti, proponendo ricorso per cassazione per mezzo dei
suoi difensori avvocati Carlo Fabbozzo e Alessandro De Federicis, ha chiesto
l’annullamento dell’ordinanza sulla base di due motivi, con i quali ha denunciato:

Data Udienza: 29/03/2018

- la illegittimità e la incongruenza delle ragioni poste a fondamento della
decisione per essersi considerata inadeguata l’offerta risarcitoria, da lui
formalizzata nei confronti della persona offesa dal reato, sulla base di un dato
incompleto ed errato in ordine alle sue capacità patrimoniali, rappresentato dalle
emergenze delle dichiarazioni di imposta, e non dalle condizioni economiche
documentate e illustrate a mezzo memorie (primo motivo);
– la incorsa erronea applicazione dell’art. 179, ultimo comma, n. 1 cod. pen.,
in relazione all’elemento della buona condotta, per la ritenuta incongruità della

diritti della persona offesa (secondo motivo).
3. Il ricorso, conformemente alle richieste della Procura generale, deve
essere qualificato come opposizione ai sensi dell’art. 667, comma 4, cod. proc.
pen., espressamente richiamato -con riguardo «alle materie relative alle richieste
di riabilitazione»- dall’art. 678, comma 1-bis, cod. proc. pen., aggiunto dall’art.
1, comma 1, lett. b), d.l. 23 dicembre 2013, n. 146, convertito nella legge 21
febbraio 2014, n. 10, in coerenza con il condiviso orientamento di legittimità,
consolidato nel rimarcare la ratio della previsione della fase dell’opposizione
quale «riesame» nel merito del provvedimento da parte del tribunale di
sorveglianza, la sua necessaria sperimentazione anche quando detto tribunale
abbia irritualmente provveduto nelle forme della udienza camerale e la
conversione in essa del ricorso per cassazione, eventualmente proposto, a norma
dell’art. 568, comma 5, cod. proc. pen., nel rispetto del principio generale della
conservazione degli atti giuridici e del favor impugnationis (tra le altre, Sez. 1, n.
7884 del 20/01/2015, Stopi, Rv. 262251; Sez. 1, n. 13342 del 25/02/2015,
Raza, Rv. 263370; Sez. 1, n. 28048 del 26/05/2016, Carlino, n.m.).
4. Gli atti devono essere, conseguentemente, trasmessi al Tribunale di
sorveglianza di Napoli perché provveda sulla opposizione proposta ai sensi degli
artt. 667, comma 4, e 666 cod. proc. pen., rimanendo preclusa in questa sede
ogni ulteriore valutazione pertinente alla proposta impugnazione.

P.Q.M.
Qualificato il ricorso come opposizione, dispone la trasmissione degli atti al
Tribunale di sorveglianza di Napoli.
Così deciso il 29/03/2018

esidente
CORTE SUPREMA DI CASSAZ184
Angela Tardio
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Depositata in Cancelleria oggi

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