Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 37053 del 23/03/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 37053 Anno 2018
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: DI GIURO GAETANO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MARIGLIANO RAFFAELE nato a NAPOLI il 01/10/1962

avverso il decreto del 06/04/2017 del GIUD. SORVEGLIANZA di NAPOLI
udita la relazione svolta dal Consigliere GAETANO DI GIURO;
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Data Udienza: 23/03/2018

RITENUTO IN FATTO

1. Il Magistrato di sorveglianza di Napoli, investito dell’istanza di Raffaele Marigliano
avente ad oggetto la richiesta di liberazione anticipata, l’ha dichiarata inammissibile ai sensi
dell’art. 666, comma 2, in relazione all’art. 678 cod. proc. pen., trattandosi di condannato in
stato di libertà, per il quale “non è previsto normativamente alcun intervento” del Magistrato di
sorveglianza.

difensore, ricorso per cassazione, deducendo violazione degli artt. 656, comma 4 bisr cod. proc.
pen., 54 ord. pen., 666, comma 2,e 678 cod. proc. pen.. Rileva la difesa che nel caso in esame,
l’istanza non era manifestamente infondata da meritare una dichiarazione di inammissibilità

de

plano. Sottolinea : – che ai fini dell’applicabilità dell’istituto della liberazione anticipata, come
emergente dall’art. 54 ord. pen., non è necessaria l’attualità della detenzione, ma solo
l’attualità del rapporto esecutivo; – che nel caso in esame l’istanza era stata avanzata
nell’interesse di un condannato libero, ma in sospensione ex art. 656, comma 5,cod. proc. pen.
e, quindi, con un rapporto esecutivo in corso ed attuale; – che preclusiva alla richiesta della
liberazione anticipata è solo l’intera espiazione della pena, allorquando il condannato intenda
imputare ad altri fini il beneficio per un titolo per il quale è libero, ipotesi ben diversa da quella
in oggetto, nella quale lo stato di libertà derivava da un provvedimento di sospensione
dell’esecuzione della pena. Il difensore, pertanto, insiste per l’annullamento del decreto
impugnato.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è fondato.
L’istanza di liberazione anticipata è inammissibile quando la pena della quale si chiede la
riduzione sia interamente espiata ed il condannato, ormai libero per il titolo esecutivo in
questione, intenda imputare il beneficio ad altri fini; è invece ammissibile quando la libertà
dell’interessato derivi da un provvedimento che abbia disposto la sospensione dell’esecuzione
della pena, seppure in via provvisoria (Sez. 1, n. 16269 del 26/04/2006 – dep. 11/05/2006, Lo
Giudice, Rv. 234220; in senso conforme Sez. 1, n. 43786 del 10/11/2011 – dep. 25/11/2011,
Sivari, Rv. 250996). In motivazione si specifica che “in tal caso”, essendo il rapporto esecutivo
tuttora pendente e la richiesta riferita a un periodo di detenzione pregressa, “il giudizio in
ordine alla concedibilità della misura premiale, in dipendenza della eventuale partecipazione
del condannato all’opera di rieducazione nel corso dei semestri già scontati, può bene essere
adeguatamente formulato”.
Nel caso in esame – stando alla prospettazione del ricorrente – il P.m. aveva sospeso
l’esecuzione della pena ex art. 656, comma 5, cod. proc. pen., in attesa di istanze di misure
alternative. La posizione del condannato, quindi, non è dissimile dall’ipotesi in cui la liberazione

2. Avverso il predetto provvedimento Raffaele Marigliano ha proposto, tramite il proprio

sia stata disposta su decisione del Magistrato di sorveglianza in attesa che il Tribunale di
sorveglianza decida sull’istanza di affidamento in prova al servizio sociale. Al pari di detta
ipotesi, anche nel caso oggetto di attenzione è “interesse del prevenuto ottenere un giudizio in
merito alla concedibilità della misura come richiesta, in dipendenza della sua partecipazione,
risolvendosi quel giudizio, in caso di esito negativoi e di conseguente ripresa dell’esecuzione, in
una sua conseguente riduzione” (si veda sentenza di questa Corte in ultimo menzionata).
Le considerazioni esposte impongono, pertanto, l’annullamento del decreto impugnato ed

domanda, alla luce dei principi affermati, nel contraddittorio delle parti.

P.Q.M.

Annulla il decreto impugnato e rinvia per nuovo esame al Magistrato di sorveglianza di
Napoli.
Così deciso in Roma, il 23 marzo 2018.

il rinvio al Magistrato di Sorveglianza di Napoli, apparendo necessario un nuovo esame della

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