Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36991 del 10/06/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 36991 Anno 2015
Presidente: D’ISA CLAUDIO
Relatore: DELL’UTRI MARCO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
DANCIU CRISTIAN N. IL 14/04/1974
avverso la sentenza n. 1889/2013 CORTE APPELLO di GENOVA, del
24/10/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. MARCO DELL’UTRI;

Data Udienza: 10/06/2015

RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza resa in data 24/10/2013, la corte d’appello di Genova ha
confermato la condanna di Cristian Danciu alla pena di giustizia in relazione a taluni
episodi di furto aggravato commessi in Savona il 11/3/2013.
Avverso la sentenza d’appello, a mezzo del proprio difensore, ha proposto
ricorso per cassazione l’imputato, dolendosi della violazione di legge in cui sarebbe
incorsa la corte territoriale nell’omettere il rilievo della nullità della contestazione
della recidiva a carico dell’imputato, siccome avvenuta solo successivamente alla

noti al pubblico ministero prima dell’udienza.

CONSIDERATO IN DIRITTO
2. Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza.
Osserva il collegio come la corte territoriale, nel riconoscere la sussistenza della
recidiva contestata all’imputato ad esito dell’istruttoria dibattimentale, si sia
correttamente allineata al più recente insegnamento della giurisprudenza di
legittimità (che questo collegio condivide nella sua interezza e fa proprio), ai sensi
del quale, in tema di nuove contestazioni, la modifica dell’imputazione di cui all’art.
516 c.p.p. e la contestazione di un reato concorrente o di una circostanza
aggravante di cui all’art. 517 c.p.p. possono essere effettuate all’esito dell’istruttoria
dibattimentale anche nel caso in cui nel corso della medesima non siano emersi
elementi di prova diversi da quelli di cui il pubblico ministero disponeva al momento
dell’esercizio dell’azione penale (cfr. Sez. 5, Sentenza n. 16989 del 02/04/2014, Rv.
259857); tale facoltà deve ritenersi dunque esercitabile senza specifici limiti
temporali o di fonte, atteso che l’imputato ha sempre facoltà di chiedere al giudice
un termine per contrastare l’accusa, esercitando ogni prerogativa difensiva, come la
richiesta di nuove prove o il diritto ad essere rimesso in termini per chiedere riti
alternativi o l’oblazione (v. Sez. 6, Sentenza n. 18749 del 11/04/2014, Rv. 262614).
Tali premesse valgono a destituire radicalmente ,k fondatezza dell’odierna
doglianza del ricorrente, avuto riguardo alla piena correttezza della contestazione
della recidiva operata nel caso di specie e delle successive decisioni sulla stessa
assunte dai giudici di merito.

3. Alla dichiarazione d’inammissibilità del ricorso segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in
favore della cassa delle ammende.

2

conclusione dell’istruttoria dibattimentale sulla base di elementi di conoscenza già

P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e al versamento della somma di euro 1.000,00 alla Cassa
delle ammende.
Così deciso in Roma il 10/6/2015

Il Consigliere est.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA