Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36940 del 09/07/2015


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 36940 Anno 2015
Presidente: FRANCO AMEDEO
Relatore: GAZZARA SANTI

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
GIOVANNINI VINCENZA N. IL 22/04/1943
avverso l’ordinanza n. 32/2015 TRIB. LIBERTA’ di PERUGIA, del
07/04/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SANTI GAZZARA;
15.We/sentite le conclusioni del PG Dott.
.1.121
4 e.Z.Livro–

Uditi difensor Avv.;

Data Udienza: 09/07/2015

RITENUTO IN FATTO
Il Gip presso il Tribunale di Spoleto disponeva il sequestro preventivo del
terreno censito al fl. 18, part. 43/p, del Comune di Sellano, di proprietà
della Centauro s.r.I., della quale legale rappresentante era Vincenza
lett. c), d.P.R. 380/01, 181, d.Lvo 42/04, perché la prevenuta nell’esercizio
su detto immobile di coltivazione di una cava, aveva proceduto alla
edificazione di manufatti in difetto dei necessari titoli abilitativi.
Il Tribunale di Perugia, chiamato a pronunciarsi sulla istanza di riesame
interposta nell’interesse della prevenuta, con ordinanza del 7/4/2015, ha
confermato il mantenimento della misura in atto.
La difesa della Giovannini ha proposto ricorso per cassazione,
contestando le argomentazioni svolte dal Tribunale, a sostegno del
ritenuto fumus dei reati ipotizzati, anche perché in contrasto con le
acquisizioni istruttorie e in assenza di valutazione dell’art. 8 lett. c) L.R.
Umbria n. 2/2000; peraltro è evidente il vizio di violazione di legge ed
omessa motivazione in relazione al periculum.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Preliminarmente, devesi rilevare che la difesa della prevenuta ha inoltrato
in atti memoria, con la quale espone che in data 18/5/2015 il P.M. ha
disposto la restituzione delle cose sequestrate in favore della Giovannini,
di tal chè costei non ha più interesse a coltivare il gravame.
Conseguentemente, il ricorso va dichiarato inammissibile e la causa
giustificante la desistenza dalla impugnazione determina la non
applicazione del disposto di cui all’art. 616 cod.proc.pen..

Giovannini, in relazione alla ipotesi astratta dei reati di cui agli artt. 44

P. Q. M.
La Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per
sopravvenuta carenza di interesse.

Così deciso in Roma il 9/7/2015.

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