Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36888 del 14/07/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 36888 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: D’ISA CLAUDIO

SENTENZA

Sul ricorso proposto da:
PAROTTO PAOLO

n. il 29.06.1967

avverso la sentenza n.947/14 della Corte d’appello di Trieste del 16.06.2014
Visti gli atti, la sentenza ed il ricorso

Udita all’udienza pubblica del 14 luglio 2015 la relazione fatta dal Consigliere dott.
Claudio D’Isa
Udito il Procuratore Generale nella persona del dott.ssa Marilia Di Nardo che ha
concluso per il rigetto del ricorso.

Data Udienza: 14/07/2015

RITENUTO IN FATTO

PAROTTO Paolo ricorre per cassazione avverso la sentenza, indicata in epigrafe,
della Corte d’appello di Trieste che, in parziale riforma della sentenza di condanna
emessa nei suoi confronti dal locale Tribunale, in data 19.12.2012, in ordine ai reati di
cui all’art. 187 comma 1 del C.d.S. (capo a) e all’art. 187 co. 8 del C.d.S. (capo b), lo ha
assolto dal primo, confermando nel resto l’impugnata decisione.
Il ricorrente denuncia violazione della legge penale in relazione all’art. 187, co. 8
del C.d.S.. Si sostiene che, fermato dai Carabinieri alla guida della sua auto, dopo essere

di sostanze stupefacenti, stante l’esito positivo di questo, si rifiutò di sottoporsi
all’ulteriore controllo dei prelievi dei liquidi biologici presso una struttura ospedaliera,
ammettendo di aver fatto assunto eroina. Tale ammissione, debitamente messa a
verbale, avrebbe reso del tutto inutile il richiesto esame ospedaliero, di conseguenza non
si configura l’ipotesi di reato contestato.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il motivo è infondato ed impone il rigetto del ricorso.
Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 187, co. 1, C.d.S.,
è necessario che lo stato di alterazione, dovuto ad uso di sostanze stupefacenti, del
conducente di un’auto venga accertato nei modi previsti dallo stesso articolo al comma 2
ter, attraverso un esame tecnico su campioni di liquidi biologici. Deve escludersi,
pertanto, che lo stato di alterazione possa essere desunto solo da elementi sintomatici
esterni; questi sono valutabili dal giudice al fine di ritenere che lo stato di alterazione
psico-fisica, dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, sia ancora in
corso al momento del controllo.
E, dunque, correttamente, la Corte d’appello, a fronte del rifiuto opposto dal
PEROTTO di sottoporsi al prelievo di liquidi biologici per verificare l’effettiva assunzione di
sostanze stupefacenti, indipendentemente dalla presenza di dati sintomatici, ha ritenuto
sussistente l’ipotesi di cui all’art. 187 co. 8 del C.d.S., escludendo quella di cui all’art.
187 co. 1 stesso codice, in ordine alla quale era stata affermata la sua responsabilità dal
Tribunale, mancando la prova dell’effettiva assunzione di sostanze stupefacenti.
Altrettanto correttamente la Corte territoriale ha ritenuto non utilizzabile
l’ammissione del PAROTTO di aver fato uso il giorno precedente di eroina, poiché essa
non è stata riportata nel verbale di accertamenti urgenti sulle persone, né in un verbale
di spontanee dichiarazioni del ricorrente, ma solo nell’annotazione di polizia giudiziaria,
redatta alcune ore dopo l’effettuazione del controllo, al termine del servizio di istituto,
sottoscritta dagli operanti e, pertanto, inutilizzabile processualmente.
La condotta penalmente rilevante, pertanto, resta solo quella descritta e sancita
al comma 8 dell’art. 187 del C.d.S..
Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente medesimo al
pagamento delle spese processuali.

stato sottoposto all’esame del c.d. precursore (Drugwipe 5 S), onde verificare il consumo

P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio.

Così deciso in Roma all’udienza del 14 luglio 2015.

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