Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36885 del 14/07/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 4 Num. 36885 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: D’ISA CLAUDIO

SENTENZA

Sul ricorso proposto da:
VIGNONE SEVERINO

n. il 19.06.1963

avverso la sentenza n.2260/14 della Corte d’appello di Genova del 23.10.2014
Visti gli atti, la sentenza ed il ricorso

Udita all’udienza pubblica del 14 luglio 2015 la relazione fatta dal Consigliere dott.
Claudio D’Isa
Udito il Procuratore Generale nella persona del dott.ssa Marilia Di Nardo che ha
concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Data Udienza: 14/07/2015

RITENUTO IN FATTO

VIGNONE SEVERINO ricorre per cassazione avverso la sentenza, indicata in
epigrafe, della Corte d’appello di Genova, che, in parziale riforma della sentenza di
condanna emessa nei suoi confronti dal locale Tribunale, lo ha assolto limitatamente
alla detenzione di hashish perché il fatto non sussiste, diminuendo la pena per il
restante reato di detenzione a fini di spaccio di eroina.
Con il primo motivo si denuncia violazione di norme processuali di cui agli artt.
453 e 454 c.p.p. relativamente al rigetto dell’eccezione in rito, formulata innanzi al

giudizio per inosservanza dei termini per richiedere il giudizio immediato (90 gg.
dall’iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all’art. 355 c.p.p.)rsi assume che,
nel caso di specie, l’evidenza della prova, quale presupposto per richiedere il rito di cui
trattasi, si concretizzava solo all’esito delle analisi di laboratorio da cui emergeva la
natura di stupefacente della sostanza caduta in sequestro, i cui risultati venivano
trasmessi al P.M. il 29.11.2008, oltre il termine ultimo del 26.09.2008, decorrente dal
giorno di avvenuta iscrizione nel registro degli indagati in data 28.06.2008. Si
argomenta che l’evidenza della prova non poteva affatto prescindere dall’esito di tali
accertamenti relativi alla natura della sostanza; tuttavia, nonostante il P.M. non fosse a
ik
conoscenza di tale dato, ~Comunque lo pone’ a fondamento della sua richiesta di
giudizio immediato.
Con il secondo motivo si denuncia vizio di motivazione in riferimento al mancato
riconoscimento dell’uso collettivo dello stupefacente. La Corte parte dalla
considerazione che la circostanza secondo cui il VIGNONE sarebbe stato visto chiamare
il Guzzi e lo Speranza (in rubrica indicati quali cessionari dello stupefacente), facendo
loro segno di seguirlo nel greto del fiume, dove quindi avrebbe loro consegnato le due
siringhe, “appare incompatibile con un uso comune che vedrebbe almeno l’imputato
assumere stupefacenti insieme ai suoi accompagnatori”, ma tale affermazione, per il
ricorrente, alquanto tendenziosa, non è suffragata da alcun valido riscontro probatorio;
sostanzialmente si pone a fondamento della prognosi di colpevolezza una mera
congettura priva di concretezza che, d’altra parte, può essere facilmente smentita.
Con il terzo motivo si denunciano vizio di motivazione e violazione di legge con
riferimento all’art. 62 bis c.p. relativamente alle denegate attenuanti generiche.

CONSIDERATO IN DIRITTO
I motivi esposti sono infondati e determinano il rigetto del ricorso.
Per quanto riguarda il primo motivo, si rileva che, recentemente, per dirimere il
contrasto giurisprudenziale interpretativo delle norme richiamate dal ricorrente, sono
intervenute le Sezioni Unite di questa Corte (Sez. U, Sentenza n. 42979 del 26/06/2014
Ud. , Rv. 260017) che, superando l’orientamento giurisprudenziale di legittimità (per
altro maggioritario) (sez. 6, sentenza n. 41038 del 20.10.2009, Rv. 244858), che
riteneva la natura ordinatoria del termine per la presentazione della richiesta del

2

Tribunale, rigetto confermato dalla Corte territoriale, di nullità del decreto di citazione a

decreto di giudizio immediato da parte del P.M. nei confronti dell’imputato, hanno
evidenziato che il rispetto di tale termine rappresenta uno dei presupposti (insieme a
quelli dell’evidenza della prova e del rispetto dei termini per la conclusione delle
indagini) di ammissibilità del rito, la cui inosservanza è rilevabile dal GIP a seguito della
richiesta del P.M..
Le SS.UU. hanno affermato che, attesa la sua natura endoprocessuale e
meramente strumentale all’interno della più ampia sequenza procedimentale di approdo
alla fase del dibattimento, il provvedimento adottato dal giudice per le indagini
preliminari è insuscettibile di sindacato da parte del giudice del dibattimento (Sez. 3, n.

10/01/2011, C., Rv. 249563; Sez. 4, n. 39597 del 27/06/2007, Pierfederici, cit.; Sez. 1,
n. 23927 del 14/04/2004, Di brio, cit.; Sez. 1, n. 24617 del 10/04/2001, De Siena, cit.;
Sez. 1, n. 9553 del 14/07/2000, Kallerig, cit.; Sez. 5, n. 1245 del 21/01/1998, Cusani,
cit.; Sez. 5, n. 5154 del 19/02/1992, Fresta, cit.) in coerenza del resto, con i principi
affermati dalla Consulta che ha condivisibilmente affermato che non esiste una norma
costituzionale che imponga di riconoscere anche al giudice del dibattimento il potere di
valutare l’ammissibilità del rito (Corte cost. sent., n. 482 del 1992). Il decreto che
dispone il giudizio immediato (sia esso tipico che c.d. custodiale) chiude, invero, una
fase di carattere endoprocessuale assolutamente priva di conseguenze rilevanti ai fini
dell’eventuale condanna dell’imputato, i cui diritti di difesa non sono in alcun modo lesi
dalla sua eventuale erronea adozione che può assumere semmai rilievo in ambiti diversi
da quello processuale. Una conclusione del genere non è contraddetta dalla circostanza
che il giudice del dibattimento può rilevare l’omesso interrogatorio dell’accusato prima
della formulazione della richiesta di giudizio immediato. Tale vizio é, infatti, rilevabile
dal giudice del dibattimento in quanto violazione di una norma procedimentale
concernente l’intervento dell’imputato, sanzionata di nullità a norma degli artt. 178,
comma 1, lett. c) e 180 cod. proc. pen. e non in quanto carenza di un presupposto del
rito.
Il Collegio non intende discostarsi da tele orientamento giurisprudenziale
condividendone la rigorosità della analisi giuridica posta a base della decisione.
Ciò posto, poiché per il caso di specie il GIP non ha rilevato il dedotto mancato
rispetto da parte del P.M. dei termini di presentazione della richiesta di giudizio

immediato, l’eccezione di nullità
i n fon d a ti~aa531~

Inammissibile è la censura oggetto del secondo motivo in quanto tende a
sottoporre al giudizio di legittimità aspetti attinenti all’apprezzamento del
materiale probatorio rimessi alla esclusiva competenza del giudice di merito e non
indica in maniera specifica vizi di legittimità o profili di illogicità della motivazione
della decisione impugnata, ma mira solo a prospettare una ricostruzione
alternativa dei fatti, suggerita come preferibile rispetto a quella adottata dai giudici
del merito, ricostruzione che è insuscettibile di valutazione in sede di controllo di
legittimità.

31728 del 28/03/2013, En Naoumi Youssef, Rv. 2546733; Sez. 6, n. 6989 del

I limiti fattuali, ben circoscritti dalla giurisprudenza di legittimità in ordine alla
configurabilità del c.d. uso di gruppo di sostanze stupefacente, sono rimessi al
vaglio del giudice di merito, e, per il caso di specie, con motivazione immune da
vizi logici, la Corte d’appello ne ha evidenziata la non configurabilità sulla scorta di
quanto è caduto sotto la diretta osservazione degli agenti operanti.
Da ultimo, in ordine ai denunciati vizio di motivazione e violazione di legge per
la mancata concessione delle attenuanti generiche, ritiene il Collegio di dover
evidenziare che, secondo il condiviso l’orientamento di questa Corte, “in tema di
attenuanti generiche, posto che la ragion d’essere della relativa previsione

favorevole all’imputato, della sanzione prevista dalla legge, in considerazione di
peculiari e non codificabili connotazioni tanto del fatto quanto del soggetto che di
esso si è reso responsabile, ne deriva che la meritevolezza di detto adeguamento
non può mai essere data per scontata o per presunta, sì da dar luogo all’obbligo,
per il giudice, ove questi ritenga invece di escluderla, di giustificarne sotto ogni
possibile profilo, l’affermata insussistenza. Al contrario, è la suindicata
meritevolezza che necessita essa stessa, quando se ne affermi l’esistenza, di
apposita motivazione dalla quale emergano, in positivo, gli elementi che sono stati
ritenuti atti a giustificare la mitigazione del trattamento sanzionatorio” (Cass. sez.
1, 19.10.1992 n. 11361, rv 192381).
Orbene, nel caso di specie, deve rilevarsi che nessun argomento a favore della
tesi della concessione delle suddette attenuanti generiche è stato proposto o
sviluppato dal ricorrente; e deve altresì rilevarsi che correttamente i giudici di
merito, nel rigettare la richiesta di applicazione delle circostanze attenuanti
generiche di cui all’art. 62 bis c.p., hanno fatto riferimento nell’esercizio del loro
ampio potere discrezionale ai parametri di cui all’art. 133 c.p. evidenziando, per
come si legge nella sentenza di primo grado le cui motivazioni si integrano con
quelle del giudice di appello, alla gravità dei fatti ed all’assenza di qualsivoglia
comportamento processuale in qualche modo valutabile in favore dello stesso.
Al rigetto del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
di giudizio.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio.
Così deciso in Roma all’udienza del 14 luglio 2015.

normativa è quella di consentire al giudice un adeguamento, in senso più

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA