Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36863 del 15/04/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36863 Anno 2015
Presidente: D’ISA CLAUDIO
Relatore: ESPOSITO LUCIA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
LUTRI GIOVANNA N. IL 27/03/1985
avverso la sentenza n. 2563/2010 CORTE APPELLO di CATANIA, del
14/05/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUCIA ESPOSITO;

Data Udienza: 15/04/2015

OSSERVA LA CORTE

– Rilevato che la Corte d’Appello di Catania ha confermato nei confronti della ricorrente la
sentenza di primo grado che l’aveva ritenuta responsabile del reato di cui agli artt. 110, 624 e
625 n. 2 e 61 n. 11 c. p.;
– che l’imputapa proposto ricorso per cassazione deducendo: 1) inosservanza delle norme
processuali stabilite a pena di nullità, di inutilizzabilità, di inammissibilità o di decadenza in

c.p.p.); 2) mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, risultante dal
testo del provvedimento impugnato (art. 606 lett. c, I lett. e) c.p.p.); 3) mancanza,
contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione risultante dal testo del provvedimento
impugnato (art. 606 c. I lett. e) c.p.p.); 4) Inosservanza o erronea applicazione della legge
penale o di altre norme giuridiche di cui si deve tener conto nell’applicazione della legge penale
in relazione all’art. 157 c.p. (art. 606, c. 1 lett. b) c.p.p.);
– rilevata la manifesta infondatezza del primo motivo di ricorso, incentrato sull’eccezione
processuale di violazione dei termini a comparire, poiché tale eccezione risulta sanata (dal
verbale dell’udienza del 29/1/2009 si evince che alla prima udienza era stato rilevato il
mancato rispetto del termine a comparire ed era stato disposto il rinvio a un’udienza
successiva, con efficacia sanante);
– ritenuto che il ricorso si palesa, altresì, inammissibile, con riferimento ai motivi sub 2) e 3),
perché propone censure in fatto contenenti una ricostruzione degli accadimenti alternativa a
quella esposta dai giudici di merito, a fronte della congrua motivazione che si fonda su una
compiuta disamina delle risultanze processuali in una doppia decisione conforme;
– ritenuto, con riferimento alla censura concernente la maturazione della prescrizione, che la
stessa è manifestamente infondata avuto riguardo alla pena edittale (da tre a dieci anni)
prevista dall’art. 625 ultimo comma c.p. per il caso di concorrenza di due circostanze
aggravanti, e tenuto conto anche degli effetti dell’interruzione del termine ex art. 161 comma
2° c.p.p.;
– rilevato che, di conseguenza, il ricorso è inammissibile e che la declaratoria di inammissibilità
comporta la condanna deeicorrente al pagamento delle spese processuali e, non emergendo
ragioni di esonero, al versamento della sanzione pecuniaria ex art.616 C.P.P.;

P. Q. M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna ticorrente al pagamento delle spese processuali
e ciascuno al versamento della somma di euro 1.000,00 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 15-4-2015.

relazione all’art. 552, III co. C.p.p. e all’art. 178 lett. e) c.p.p. (art. 606, I comma lett. c)

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