Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36818 del 15/04/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 36818 Anno 2015
Presidente: D’ISA CLAUDIO
Relatore: IZZO FAUSTO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
GERACI LUIGI MICHELE N. IL 02/05/1981
avverso la sentenza n. 169/2013 CORTE APPELLO di
CALTANISSETTA, del 31/10/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. FAUSTO IZZO;

Data Udienza: 15/04/2015

OSSERVA
1. Con la sentenza indicata in epigrafe è stata confermata la condanna di GERACI Luigi
Michele per la contravvenzione di cui all’art. 186 , co. 7°, C.d.S. per il rifiuto di sottoporsi al
rilievo del tasso alcolemico dopo essere stato fermato alla guida di un motociclo APE in
presenza di dati sintomatici di ebbrezza (acc. in Caltanissetta il 4\5\2009).

3. Il ricorso è inammissibile. Invero le censure formulate sono manifestamente infondate ai
sensi dell’art. 606, co. 3°, c.p.p. e fondate su argomentazioni già vagliate e risolte
negativamente dalla corte di merito con ordinanza resa in udienza.
Quanto alla ritualità della notifica effettuata ai sensi dell’art. 161 c. 4° c.p.p., nonostante la
mera assenza dal domicilio dell’imputato, che non rendeva impossibile la notificazione, va
osservato che con recente giurisprudenza questa Corte di legittimità ha ribadito che
“L’impossibilità della notificazione al domicilio eletto, che ne legittima l’esecuzione presso il
difensore di fiducia secondo la procedura prevista dall’art. 161, comma quarto, cod. proc. pen.,
può essere integrata anche dalla temporanea assenza dell’imputato al momento dell’accesso
dell’ufficiale notificatore, senza che sia necessario procedere ad una verifica di vera e propria
irreperibilità, così da qualificare come definitiva l’impossibilità di ricezione degli atti nel luogo
dichiarato o eletto dall’imputato, considerati gli oneri imposti dalla legge a quest’ultimo – ove
avvisato della pendenza di un procedimento a suo carico – e segnatamente l’obbligo di
comunicare ogni variazione intervenuta successivamente alla dichiarazione o elezione di
domicilio, resa all’avvio della vicenda processuale” (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 13051 del
19/12/2013 Ud. (dep. 20/03/2014 ) Rv. 262540; Cass. Sez. 3, Sentenza n. 21626 del 15/04/2015
Ud. (dep. 25/05/2015 ) Rv. 263502; Cass. Sez. 6, Sentenza n. 42699 del 27/09/2011 Ud. (dep.
18/11/2011 ) Rv. 251367).
Nel caso di specie l’imputato o suoi congiunti non sono stati rinvenuti né in sede di primo
accesso dell’ufficiale giudiziario, né all’atto del recapito della raccomandata, la cui notifica si è
realizzata per compiuta giacenza.
A questo punto, verificatasi la notifica per compiuta giacenza, l’utilizzo delle modalità della
notifica ex art. 161 c. 4° c.p.p. è stata addirittura superflua.
Quanto alla circostanza che nella cartolina della raccomandata sia stata segnata con una “X” la
casella “irreperibile”, non determina alcuna nullità del processo notificatorio, in quanto trattasi
di mero errore materiale, tanto vero sulla relata a penna è scritto chiaramente che il
destinatario era “assente”.
4. Segue, a norma dell’articolo 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
del procedimento e al pagamento a favore della Cassa delle Ammende, non emergendo ragioni
di esonero, della somma di euro 1000,00 (mille/00) a titolo di sanzione pecuniaria.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di 1.000= euro alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 15 aprile 2015
Il Pregrden

2. Propone ricorso per cassazione il difensore dell’imputato deducendo la violazione di legge in
ordine alla notifica del decreto di citazione in appello dell’imputato.

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA