Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36704 del 14/07/2015


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 36704 Anno 2015
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: FIDELBO GIORGIO

SENTENZA

sul ricorso proposto da
Giovanni Galeani, nato a Uzwil (Svizzera) il 21.4.1972
avverso l’ordinanza del 24 aprile 2015 emessa dal Tribunale di Genova;
visti gli atti, l’ordinanza impugnata e il ricorso;
udita la relazione del consigliere Giorgio Fidelbo;
udito il sostituto procuratore generale Francesco Mauro Iacoviello, che ha
concluso chiedendo l’inammissibilità del ricorso.

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

1. Con l’ordinanza in epigrafe indicata il Tribunale di Genova, in sede di
riesame, ha confermato il provvedimento del 26 marzo 2015 con cui il G.i.p.
dello stesso tribunale ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere
nei confronti di Giovanni Galeani per il reato di importazione di dieci chili di
cocaina (artt. 110 c.p. e 73 d.P.R. 309/1990).

Data Udienza: 14/07/2015

2. L’avvocato Antonio Scarcella, nell’interesse dell’indagato, ha proposto
ricorso per cassazione.
Con i primi due motivi deduce l’inutilizzabilità delle intercettazioni e il
vizio di motivazione sostenendo che dalle conversazioni in questione non
emerge la gravità indiziaria che avrebbe dovuto giustificare l’emissione della
misura cautelare, precisando che non risulta accertato che il “Blatter”

per la somiglianza con il noto Presidente della F.I.F.A.
Con il terzo motivo si censura l’ordinanza per avere ritenuto sussistenti le
esigenze cautelari, in assenza di un adeguata motivazione.

3. Il ricorso è inammissibile.

3.1. Il primo motivo, in cui si lamenta l’omessa motivazione sulla dedotta
inutilizzabilità delle intercettazione, è generico in quanto il ricorrente non ha
rappresentato le ragioni della ritenuta inutilizzabilità.
3.2. In realtà, il motivo sembra voler contestare la sussistenza dei gravi
indizi di colpevolezza, censura ripresa nel secondo motivo: in ogni caso, si
tratta di deduzioni manifestamente infondate, in quanto l’ordinanza
impugnata ha coerentemente motivato in ordine alla gravità indiziaria ed
infatti sulla base di un attenta ricostruzione delle conversazioni intercettate
l’indagato è stato individuato come il fornitore della cocaina venuto da Santo
Domingo per essere pagato; inoltre, i suoi incontri con i compratori sono stati
seguiti dalla polizia giudiziaria, come nel caso dell’incontro con Pellicanò,
durante il quale quest’ultimo gli ha consegnato la somma di euro 37.000, oltre
le spese per il viaggio.
3.3. Il terzo motivo è generico, in quanto non considera le ragioni in base
alle quali il Tribunale ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari, motivando
in ordine al pericolo di reiterazione del reato, in considerazione
dell’inserimento dell’indagato nel traffico internazionale di stupefacenti,
nonché in relazione ai precedenti specifici.

4. All’inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle
ammende, che si ritiene equo determinare in euro 1.000,00.

menzionato nelle conversazioni stesse corrisponda all’indagato, chiamato così

La Cancelleria provvederà agli adempimenti di cui all’art. 94 comma 1-ter
disp. att. c.p.p.
P. Q. M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore della cassa

Manda alla cancelleria per gli adempimenti di cui all’art. 94 comma 1-ter
disp. att. c.p.p.
Così deciso il 14 luglio 2015

Il Consigl re estensore

Il Presid te

delle ammende.

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