Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36678 del 04/06/2015


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 36678 Anno 2015
Presidente: CONTI GIOVANNI
Relatore: FIDELBO GIORGIO

SENTENZA

sul ricorso proposto da
Michele TORLO, nato a Capaccio (SA) il 24.4.1969
avverso il decreto del 23 settembre 2014 emesso dal Giudice per le indagini
preliminari del Tribunale di Salerno;
visti gli atti, la sentenza impugnata e il ricorso;
letta la requisitoria del sostituto procuratore generale Fulvio Baldi, che ha
chiesto l’inammissibilità del ricorso;
udita la relazione del consigliere Giorgio Fidelbo.

RITENUTO IN FATTO

1. Con il decreto in epigrafe indicato il Giudice per le indagini preliminari
del Tribunale di Salerno, previa dichiarazione di inammissibilità
dell’opposizione proposta dalla persona offesa, ha disposto l’archiviazione del

Data Udienza: 04/06/2015

procedimento penale a carico di Anna Punziano ed altri per i reati di abuso
d’ufficio e falso in atto pubblico.

2. Contro questo provvedimento Michele Torlo, in qualità di persona
offesa dal reato, ha proposto ricorso per cassazione lamentando la mancata
notifica della richiesta di archiviazione del pubblico ministero nel domicilio

dell’opposizione nonché censurando il decreto per avere omesso la
valutazione di una serie di elementi di fatto emergenti dagli atti di indagine.

3. L’avvocato Saverio Maria Accarino, nell’interesse di Anna Punziano,
persona sottoposta ad indagini, ha depositato una memoria con cui chiede
dichiararsi inammissibile il ricorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

4. Preliminarmente deve respingersi la richiesta dell’avvocato Antonio
Orlando di rinviare il processo per impedimento a comparire del ricorrente e
dello stesso difensore, impegnati in altro procedimento fissato davanti al
Tribunale di Salerno, in quanto nel giudizio in cassazione non è prevista la
presenza delle parti diverse dall’avvocato e il presente ricorso viene deciso in
camera di consiglio ai sensi dell’art. 611 c.p.p., quindi senza l’intervento dei
difensori.

5. Il ricorso è inammissibile.

5.1. Il motivo con cui si deduce la irrituale notifica della richiesta di
archiviazione è da ritenere irrilevante per la mancanza di interesse del
ricorrente, il quale ha regolarmente presentato opposizione ai sensi dell’art.
410 c.p.p., contestando la richiesta del pubblico ministero, sicché, anche a
voler ritenere irregolare la notifica, deve comunque escludersi che da tale
irregolarità sia derivato un qualche condizionamento al diritto di difesa della
persona offesa.

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eletto in sede di denuncia penale e contestando la ritenuta inammissibilità

5.2. Generica e, comunque, manifestamente infondata, è la doglianza
relativa alla ritenuta inammissibilità dell’opposizione. Il giudice ha offerto una
esaustiva motivazione sulle ragioni dell’inammissibilità dell’opposizione,
rilevando che le ulteriori indagini richieste si riferivano a circostanze non
pertinenti e non specifiche rispetto alla condotta di reato ipotizzata,
escludendo che contenessero indicazioni utili per spunti investigativi. Si tratta

essere oggetto di censura in sede di legittimità.

5.3. Riguardo agli altri motivi, il ricorrente censura nel merito la decisione
del giudice, introducendo motivi non deducibili nei confronti del
provvedimento di archiviazione che può essere impugnato dinanzi alla Corte di
cassazione solo nei casi di nullità previsti dall’art. 127 comma 5 c.p.p.

6. All’inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle
ammende, che si ritiene equo determinare in euro 1.000,00.

P. Q. M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore della cassa
delle ammende.
Così deciso il 4 giugno 2015
Il Consigli re estensore

Il Presidente

di valutazioni di merito che, in quanto coerentemente motivate, non possono

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