Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36552 del 07/07/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 36552 Anno 2015
Presidente: ESPOSITO ANTONIO
Relatore: RAGO GEPPINO

SENTENZA
su ricorso proposto da:
MORELLO COSIMO nato il 01/05/1961, avverso l’ordinanza del
29/01/2015 del Tribunale del riesame di Catanzaro;
Visti gli atti, l’ordinanza ed il ricorso;
udita la relazione fatta dal Consigliere dott. Geppino Rago;
udito il Procuratore Generale in persona del dott. Sante Spinaci che ha
concluso per il rigetto;
udito il difensore avv.ti Gregorio Viscomi e Luigi Falcone che hanno
concluso per l’accoglimento del ricorso;
FATTO e DIRITTO
1. Con ordinanza del 29/01/2015, il Tribunale del Riesame di
Catanzaro rigettava la richiesta di riesame proposta da MORELLO
Cosimo – indagato per il reato di cui all’art. 648 cod. pen. – avverso il
decreto con il quale, in data 16/12/2014, il Procuratore della Repubblica
presso il medesimo tribunale, aveva convalidato il sequestro probatorio
eseguito dai C.C, in data 15/12/2014, di sei buoni fruttiferi postali per C

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Data Udienza: 07/07/2015

40.000,00, C 20.000,00 oltre C 270.300,00 in contanti trovati occultati
ed in possesso dell’istante.

2. Avverso la suddetta ordinanza, l’indagato, a mezzo dei propri
difensori, ha proposto ricorso per cassazione deducendo i seguenti

2.1. VIOLAZIONE DELL’ART. 648 COD. PEN.: la difesa sostiene che il
tribunale avrebbe omesso qualsiasi motivazione in ordine alla
sussistenza del fumus del contestato reato. Infatti, la ricettazione non
poteva essere ritenuta sol perché i beni erano stati rinvenuti occultati, e
non considerando la tesi difensiva secondo la quale essi erano il frutto di
anni di lavoro e di donazioni da parte dei prossimi congiunti;
2.2. VIOLAZIONE DELL’ART.

262 COD. PROC. PEN.:

il tribunale, poi,

secondo la difesa, non aveva considerato che il sequestro non può più
essere mantenuto quando non è più necessario ai fini della prova.
Occorreva, in altri termini, indicare la specifica finalità probatoria che
giustificasse il sequestro: ma, sul punto, la motivazione era apodittica,
tautologica ed incongrua poiché si era limitata ad indicare la somma
come “corpo o provento” del reato, senza nessun riferimento alle
specifiche finalità istruttorie giustificative della misura ablativa, tanto più
che, trattandosi di una somma dì denaro, può essere considerata come
corpo del reato solo ove sia proprio quella acquisita attraverso l’attività
criminosa.
La difesa, evidenzia, infine, anche la circostanza che non era stato
indicato alcun elemento in relazione al reato presupposto.

3. Il ricorso è infondato per le ragioni di seguito indicate.
Dall’ordinanza impugnata risulta che il Pubblico Ministero aveva
convalidato il sequestro perchè «quanto rinvenuto costituiva corpo di
reato o, comunque, cosa pertinente al reato e il mantenimento in
sequestro delle somme e dei buoni fruttiferi era indicato indispensabile
al fine della prosecuzione delle indagini, volte a stabilire caratteristiche,
provenienza, causale e titolo di detenzione di quanto sequestrato, e per
il compimento dei necessari ulteriori accertamenti. Evidenziava, inoltre,

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motivi:

il Pubblico Ministero nel decreto di convalida che la legittimità del
sequestro e del suo mantenimento emergeva dagli elementi di seguito
indicati:
Modalità di occultamento dei buoni fruttiferi e delle somme;
Mancata percezione di reddito dal parte del MORELLO Cosimo

Inverosimile riconducibilità del denaro a “risparmi” del MORELLO
Cosimo;
Emissione di buoni fruttiferi del valore complessivo di C 40.000,00,
intestato a Morello Fiorina e Amato Leonardo (sorella e cognato di
MORELLO Cosimo) negli anni 2009 e 2010, nei quali Amato Leonardo
non aveva percepito alcun reddito mentre Morello Fiorina aveva
dichiarato un reddito pari a C 5.956,00 per ciascun anno».

4. La motivazione in ordine alla sussistenza del fumus delicti, è
puntuale (cfr pag. 4-5 ordinanza impugnata) ed ampiamente
sufficiente, in questa fase d’indagine, tenuto conto della natura del
sequestro (probatorio). D’altra parte, il ricorso, lungi dall’essere
contenuto nello stretto ambito della violazione di legge (motivazione
omessa o apparente), non fa altro che riproporre, in modo
inammissibile, la tesi difensiva (denaro e buoni postali frutto di risparmi
e donazioni).

5. Anche la doglianza in ordine alla dedotta insussistenza delle
esigenze probatorie, è palesemente inammissibile proprio perché,
contrariamente a quanto opinato dal ricorrente, il Tribunale ha ritenuto
la finalità probatoria per tutti i beni in sequestro ed ha motivato
(ribadendo quella del Pubblico Ministero) che

«Il mantenimento del

vincolo, seguendo il percorso tracciato dal pubblico ministero, si
giustifica in ragione della necessità di verificare la provenienza, da
intendersi illecita, del denaro contante e di quello utilizzato per la
emissione dì buoni fruttiferi, attraverso indagini volte a verificare il titolo
della detenzione dei valori, le modalità di accumulazione del denaro,
l’esistenza di rapporti, di natura economica, tra il Morello Cosimo i propri

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dall’anno 1999 e dalla moglie dello stesso a decorrere dal 2005;

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congiunti intestatari dei buoni fruttiferi, l’esistenza di altri valori intesati
al Morello Cosimo presso istituti bancari o postali, e, quindi, il
coinvolgimento dell’indagato in illecite attività nelle quali 11 denaro si
pone come copro o provento della commissione di reati».

Inconferente, infine, è la giurisprudenza invocata in quanto il

convalida del sequestro, proprio al fine di verificare se quel denaro (e
quei buoni postali) siano o no il provento del contestato reato di
ricettazione.

P.Q.M.
RIGETTA
il ricorso e
CONDANNA
il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Roma 07/07/2015
IL PR DENTE
(Dott. Abion)o Esposito)

sequestro è stato effettuato, come risulta dalla motivazione della

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