Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36548 del 03/07/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 36548 Anno 2015
Presidente: GENTILE MARIO
Relatore: DIOTALLEVI GIOVANNI

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
FRATTASIO NUNZIA N. IL 07/09/1982
avverso l’ordinanza n. 1730/2014 TRIB. LIBERTA’ di NAPOLI, del
03/02/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIOVANNI
DIOTALLEVI;
1,94e/sentite le conclusioni del PG Dott.
DA.,i0 FAA 02-024: cOR,L.
.

A.A11-teAtt.tAlo

Uditi difensor Avv.;

Data Udienza: 03/07/2015

RITENUTO IN FATTO

Chiedendo l’annullamento del provvedimento impugnato, con un unico motivo di gravame la
ricorrente deduce ai sensi dell’art.606 lett. e) c.p.p. la manifesta illogicità della motivazione.
La ricorrente osserva che con l’atto di appello non si chiedeva al Tribunale del riesame di
compiere una valutazione in ordine alla sussistenza del fumus commissi delicti, né un
qualsivoglia giudizio che entrasse nel merito della vicenda, dato che l’impugnazione aveva ad
oggetto unicamente la verifica della possibilità o meno di ricomprendere l’immobile de quo tra
quelli riconducibili all’imputato Frattasìo Giuseppe. Pertanto, la valutazione del giudice circa la
carenza di interesse della ricorrente non avrebbe alcuna rilevanza e sarebbe del tutto priva di
corrispondenza con le richieste formulate dalla difesa. Infatti con l’atto di gravame si sarebbe
dimostrata, anche attraverso idonea produzione documentale, l’erroneità della valutazione del
Gip di Napoli e del Tribunale poi, secondo cui l’immobile sequestrato non sarebbe stato
acquistato dalla ricorrente ma dal padre, imputato.
CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è fondato.
2. L’impugnazione proposta dalla ricorrente riguarda il rigetto in data 15 luglio 2014 della
richiesta di revoca del decreto di sequestro preventivo concernete l’immobile situato in Napoli,
via S. Giovanni Carbonara, n. 127 formalmente di proprietà dell’impugnante, disposto dal Gip
del Tribunale di Napoli, in data 24 novembre 2011, nell’ambito del procedimento penale n.
19797/11 R.G.N.R., nei confronti di Frattasio Giuseppe, padre della ricorrente.
Il tribunale del Riesame ha dichiarato inammissibile l’impugnazione in base al principio per cui
non è proponibile in sede di riesame del provvedimento che dispone il sequestro preventivo la
questione relativa alla sussistenza del “fumus commissi delicti”, qualora sia intervenuto il
decreto che dispone il rinvio a giudizio del soggetto interessato, attesa l’ontologica diversità
delle regole relative alle misure cautelari personali rispetto a quelle riguardanti le misure
cautelari reali. (Sez. 2, n. 2210 del 05/11/2013 – dep. 20/01/2014, Bongini e altro, Rv.
259420).
Tale conclusione, a parere del Collegio, non può essere condivisa perché non applicabile alla
fattispecie in esame.
Invero, la ricorrente Frattasio Nunzia, quale formale proprietaria dell’ immobile sottoposto a
sequestro, pur essendo soggetto estraneo al procedimento penale inerente alla misura
cautelare – è portatrice di un formale legittimo e concreto interesse giuridico alla restituzione
del compendio immobiliare. La stessa, pertanto, era legittimata a proporre appello, ai sensi
dell’art. 322 bis c.p., avverso l’ordinanza di rigetto della richiesta di dissequestro pronunciata
dal Tribunale di Napoli sopra ricordata e aveva dunque diritto ad una pronuncia sul punto.
Il fatto che sia intervenuto il decreto di rinvio a giudizio del padre della ricorrente, cui secondo
l’ipotesi accusatoria deve ricondursi la proprietà reale dell’immobile, allo stato non muta il
titolo giuridico in base al quale i beni sono sottoposti a vincolo reale, titolo tuttora costituito dal
sequestro preventivo, disposto dal citato Gip con decreto del in data 24 novembre 2011,
secondo il quale la realtà di fatto sarebbe diversa da quella dedotta dalla Frattasio Nunzia. Ma
è proprio questo il tema decidendi che avrebbe dovuto affrontare il TDL, e portato alla sua
attenzione con il ricorso proposto avverso l’ordinanza del Tribunale di Napoli in data 15 luglio
2014.
Circostanza completamente elusa dall’ordinanza del TDL impugnata. Al riguardo va, dunqu4 ,
ribadito il principio giuridico secondo cui avverso il provvedimento di rigetto dell’istanza d
1

Frattasio Nunzia ricorre per Cassazione avverso l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli
emessa in data 16.02.2015 con la quale veniva dichiarato inammissibile il ricorso proposto
dall’istante avverso l’ordinanza con cui il giudice procedente in data 15 luglio 2014 rigettava la
richiesta di revoca del decreto di sequestro preventivo di un immobile sito in Napoli, emesso il
24 novembre 2011 nel procedimento penale n.19797 relativo a Frattasio Giuseppe.

dissequestro è previsto ed è esperibile, ex art. 322 bis c.p.p., l’appello al Tribunale del
riesame, che deve considerarsi rimedio di carattere generale per tutti i provvedimenti diversi
da quello impositivo della misura (v. ex plurimis Sez. 3, n. 39715 del 06/10/2010 – dep.
10/11/2010, Pignatelli e altri, Rv. 248624).
Alla luce delle suesposte considerazioni deve essere annullata, pertanto, l’ordinanza del
Tribunale del Riesame di Napoli in data 16 febbraio 2015, con rinvio a detto ufficio giudiziario
per un nuovo esame dell’appello, ex art. 322 bis c.p.p., proposto dalla ricorrente.
P.Q.M.

Così d ciso in Roma, il 3 luglio 2015
Il e.

bere estensore

Il Presidente

Annulla l’ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Napoli per nuovo esame.

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